
![]()
Interscuola dialogante per un’esperienza d’alto profilo, coordinata dalla prof.ssa Susy Barone, e promossa dall’Associazione Infiniti mondi, presieduta da Gianfranco Nappi, nell’ambito della rassegna incentrata sul pensiero e sulle opere di Giordano Bruno, in programma dal 18 al 20 febbraio 2027.
di Titti Falco
Un dialogo filosofico su disordine globale e ordini possibili. È stato questo il tema centrale dell’incontro con il filosofo Massimo Cacciari avvenuto venerdì 16 ottobre alle ore 10:00 nella Sala conferenze “Francesco Vecchione” dell’I.S. Masullo–Theti, a Nola.
Non è la prima volta che il professor Massimo Cacciari giunge nella Città dei Gigli per incontrare gli alunni del nostro territorio. Tre anni fa fu la volta dell’I.S.I.S. “Albertini”, l’anno scorso del Liceo Classico “ Giosuè. Carducci”, questa volta dell’I.S. “Masullo–Theti”.
Partendo dalle riflessioni emerse dalla lettura del suo ultimo saggio, “Kaos”, scritto a quattro mani con Roberto Esposito, Cacciari ha dialogato con gli alunni delle classi 5 D inf, 5 C inf, 4 A LS e 5 A Rim/Sia, guidati nella lettura dalle docenti Titti Falco, Elena Silvestrini, Annalisa Guadagno e Anna Tanzillo.
Presenti anche delegazioni di docenti ed alunni delle altre scuole di Nola, il Liceo classico “G. Carducci”, l’I.S.I.S. “G. Albertini” e l’I.S.I.S. “A. Leone – U. Nobile”.
Ha coordinato l’incontro la prof.ssa Susy Barone.
L’evento è stato patrocinato dall’Associazione “Infiniti mondi” presieduta da Gianfranco Nappi, che ha ricordato come l’incontro sia solo la prima tappa verso la rassegna Bruniana 2027 “Del pensiero (S)confinato”, che si svolgerà a Nola il 18, 19 e 20 febbraio 2027.
A fare gli onori di casa la Dirigente scolastica Elisa De Luca, che ha sottolineato l’importanza del ruolo della filosofia come strumento di analisi del nostro presente, ancor più fondamentale in una città come Nola, patria di Giordano Bruno.
Presente Santa Napolitano, vice presidente del Consiglio comunale di Nola, intervenuta in rappresentanza del sindaco Andrea Ruggiero, assente per impegni istituzionali, che si è soffermata sulle responsabilità della politica nel complesso scenario che stiamo vivendo.
Sollecitato dalle molte domande proposte dagli alunni, Cacciari ha affrontato temi chiave partendo dalla considerazione che il caos non è il semplice disordine quotidiano, ma il vuoto originario, l’“abisso” da cui possono nascere insieme ordine e conflitto.
Il filosofo ha analizzato il ruolo dell’intelligenza artificiale, la crisi della politica, il dominio della finanza, lo svuotamento della funzione di ponte dell’ Europa, i cambiamenti nello scacchiere geopolitico determinati dalla scalata delle nuove potenze emergenti.
“Il nostro tempo va immaginato come la possibilità di un nuovo ordine, ma anche come la possibilità di un pericoloso precipitare nel vuoto. La storia e i saperi – ha spiegato Cacciari – procedono per rotture e noi adesso siamo davanti a uno di quei momenti cruciali in cui bisogna dare al nostro futuro una svolta. Dopo la caduta del Muro di Berlino, un nuovo ordine non è nato. O si riconosce la nascita di un assetto multipolare e federale, con un accordo tra le potenze emergenti, o l’alternativa è la guerra, dalla quale emergerà un nuovo ordine di tipo imperialista”.
lSiamo insomma a un bivio, di fronte al quale ci si chiede: “è possibile un nuovo ordine del mondo o il disordine sarà la nostra nuova condizione?” Cacciari non offre soluzioni, ma solo la strada del compromesso: “ il compromesso prevede sempre il riconoscimento dell’interesse altrui e la rinuncia ad una parte del proprio. È questa l’ unica via del dialogo”.
Una strada che può essere garantita solo dal diritto, ha aggiunto il filosofo, unico capace di impedire che ci siano guerre. “Non esistono guerre giuste o ingiuste. La guerra non premia il più giusto, ma sempre il più forte”.
La fiducia – ha continuato – va riposta nei giovani e nel ruolo fondamentale della scuola. Le nuove generazioni devono impegnarsi per conoscere il mondo, anche nel suo più spietato realismo. In tal senso la scuola rappresenta la speranza – ha detto il filosofo – poiché solo le conoscenze che la scuola offre possono forgiare quello spirito critico attraverso il quale le nuove generazioni costruiranno la strada del futuro, dando al caos un nuovo inizio.
“La scuola – ha concluso Cacciari– deve educare alla storia del presente e all’interpretazione dell’essenza di ciò che viviamo. “Un obiettivo quest’ultimo, ribadito anche dalla prof.ssa Susy Barone che, prima di concludere l’evento, ha sottolineato il ruolo di grande responsabilità affidato alla scuola e ai docenti nel guidare i giovani verso quelle scelte consapevoli in grado di mutare il presente e forgiare il domani.




