Emergenza caldo e ambiente, Filomeno Caruso: «Ascoltiamo l’Sos del Creato, il futuro dei nostri figli dipende da noi»

Emergenza caldo e ambiente, Filomeno Caruso: «Ascoltiamo l’Sos del Creato, il futuro dei nostri figli dipende da noi»

Dalle temperature sempre più elevate all’inquinamento atmosferico, passando per le condizioni delle scuole e la necessità di monitorare aria, acqua e suolo. Il dott. Filomeno Caruso richiama l’attenzione sulla prevenzione primaria: «La questione ambientale deve diventare una priorità».

«Appena arriva ’o freddo aggia fa’ na festa, faccio pure ’e bomboniere». È con una battuta ironica che il dott. Filomeno Caruso introduce una riflessione che, dietro il sorriso, affronta uno dei temi più delicati del nostro tempo: il caldo estremo e, più in generale, il rapporto tra uomo, ambiente e salute.

Le temperature elevate che stanno caratterizzando periodi sempre più lunghi dell’anno, secondo Caruso, non possono essere considerate semplicemente un disagio stagionale. Sono un segnale che impone una riflessione sulle nostre abitudini e sulle politiche ambientali da mettere in campo.

«Il futuro dipende da noi, dalle nostre scelte e dai nostri atteggiamenti – sottolinea Caruso –. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, ciascuno secondo le proprie competenze. Sta a noi recepire l’Sos che il Creato ci sta lanciando. Guai a sottovalutarlo o, peggio ancora, a non comprenderne i segni: rischiamo il presente e il futuro dei nostri figli».

Ritrovare un equilibrio con la natura

La riflessione richiama le parole di Tiziano Terzani: «Se l’umanità ha una speranza di sopravvivenza, questa è nel ritrovare un equilibrio con la natura».

Un equilibrio che, per Caruso, deve tradursi in scelte concrete. La tutela dell’ambiente non può essere separata dallo sviluppo economico e industriale, ma deve diventarne una componente essenziale.

«Non potrà esserci nessuna forma di sviluppo economico e industriale sostenibile – osserva – se non si pone la questione ambientale in maniera prioritaria e complessiva».

«Da anni chiediamo il biomonitoraggio»

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la qualità dell’aria e la necessità di conoscere con precisione le condizioni ambientali dei territori.

«Sono anni che chiediamo un biomonitoraggio di aria, acqua e suolo. Sono anni che chiediamo l’installazione di centraline per misurare la qualità dell’aria».

L’attenzione è rivolta in particolare alle diverse frazioni del particolato atmosferico, come PM10, PM2,5 e particelle ultrafini, la cui presenza rappresenta un parametro importante nella valutazione dell’inquinamento.

Caruso richiama quindi la necessità di prestare attenzione agli studi scientifici che indagano gli effetti dell’esposizione prolungata agli inquinanti sulla salute, evitando di aspettare che le conseguenze diventino evidenti prima di intervenire.

Il problema delle scuole durante le ondate di calore

C’è poi il capitolo degli edifici scolastici. Le temperature elevate pongono un problema concreto per studenti, docenti e personale, soprattutto quando gli istituti non dispongono di sistemi adeguati per affrontare periodi prolungati di caldo.

«Pensiamo se l’ondata di calore dovesse anticiparsi o protrarsi nel tempo: come la mettiamo con le scuole?», si domanda Caruso.

È proprio questo uno degli esempi che, secondo il medico, dimostra quanto sia necessario passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione.

«La prevenzione primaria diventi l’asse portante»

Il messaggio conclusivo è un invito alle istituzioni e ai cittadini affinché la questione ambientale non venga affrontata soltanto quando si presenta un’emergenza.

«La questione ambientale non può essere trattata alla carlona o, peggio ancora, a tarallucci e vino. Bisogna prestare la massima attenzione, facendola diventare urgente e inderogabile e ponendo come asse portante la prevenzione primaria».

Non soltanto, dunque, intervenire sui danni, ma cercare di eliminarne o ridurne le cause attraverso monitoraggio, informazione, politiche ambientali e comportamenti responsabili.

Caruso conclude affidandosi a una frase attribuita a Lao Tze:

«Se me lo dici, io ascolto; se me lo mostri, io vedo; se mi fai fare esperienza, io imparo».

Un invito a trasformare la consapevolezza ambientale in azioni concrete, perché la tutela del Creato e della salute non riguarda soltanto il presente, ma soprattutto il mondo che verrà consegnato alle prossime generazioni.

Dott. Filomeno Caruso