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A pochi giorni dalla Festa della Feijoa, il racconto della storica pianta e gli aneddoti che la accompagnano.
SPERONE – Si racconta che tutto sia cominciato in un giardino lungo la Nazionale delle Puglie, proprio di fronte alla chiesa di Sant’Elia. Lì, all’inizio del Novecento, sarebbe stato piantato il primo albero di “feijoa” a Sperone. Il merito viene attribuito all’avvocato Alfredo Giuseppe Borselli che, durante un viaggio in Sudamerica, rimase colpito dalla pianta e decise di portarne un esemplare con sé.
A rendere speciale la faiola era soprattutto la sua rarità: nessuno in paese aveva mai visto o assaggiato un frutto simile. Tra ottobre e novembre, quando maturava, l’albero sprigionava un inconfondibile aroma che c’è chi ricorda come un mix di fragola e arancia. I ragazzini più curiosi, attratti dall’odore, si introducevano nel giardino dei Borselli per mangiarne i frutti di nascosto. Dopo aver scavalcato il muro di cinta ed essersi arrampicati sui rami, ne facevano grosse scorpacciate.
Nicoletta, figlia dell’avvocato e conosciuta da tutti come “la signorina Borselli”, più che per i furti, si preoccupava dell’incolumità della pianta. Con generosità regalava i frutti a chiunque bussasse alla sua porta e, nati nuovi alberelli, li donava a chi voleva coltivarli.
È così che la faiola ha varcato i confini di quel giardino, diffondendosi anche altrove. Dai germogli iniziali sono sorte altre piante, che di mano in mano hanno raggiunto vari orti e cortili. Un gesto altruista che ha permesso alla faiola di radicarsi in un territorio dove prima era sconosciuta.
Con il passare del tempo, mentre le piante continuavano a crescere, i piccoli “ladri” di faiole sono diventati adulti, conservando ancora il ricordo di quelle innocenti monellerie. È una memoria che Armando Sodano, cittadino di Sperone, ha ricostruito in uno scritto dedicato alla faiola e al suo legame con il paese, nella speranza di mantenere in vita pezzi di storia locale.
La stessa volontà motiva la Pro Loco a organizzare annualmente la Festa della Feijoa. L’evento, giunto alla terza edizione, si terrà sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, con l’occasione di celebrare un frutto divenuto ormai parte dell’identità speronese.

