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Il 24 febbraio 2022 segna una data destinata a restare nella storia contemporanea: l’avvio della Invasione russa dell’Ucraina del 2022, quando le forze armate della Russia hanno lanciato un’offensiva militare su larga scala contro l’Ucraina. L’operazione, annunciata dal presidente Vladimir Putin come “operazione militare speciale”, si è trasformata rapidamente in un conflitto aperto nel cuore dell’Europa.
L’offensiva e le prime ore di guerra
Nelle prime ore dell’alba, missili e bombardamenti hanno colpito basi militari, aeroporti e infrastrutture strategiche in diverse città ucraine. Le truppe russe hanno avanzato contemporaneamente da nord, attraverso la Bielorussia, da est lungo il confine russo e da sud dalla Crimea, annessa da Mosca nel 2014. Tra gli obiettivi principali vi era la capitale Kiev, simbolo politico e istituzionale del Paese.
L’attacco ha colto di sorpresa milioni di civili, costringendo la popolazione a rifugiarsi nei bunker e nelle metropolitane mentre iniziavano le prime evacuazioni.
Le motivazioni e il contesto geopolitico
Mosca ha giustificato l’operazione sostenendo la necessità di:
impedire l’ingresso dell’Ucraina nella NATO
“demilitarizzare” il Paese
proteggere le popolazioni filorusse nelle regioni separatiste del Donbass
Le radici del conflitto risalgono al 2014, anno dell’annessione della Crimea da parte della Russia e dello scoppio della guerra nel Donbass, che aveva già provocato migliaia di vittime.
Le reazioni della comunità internazionale
L’invasione ha suscitato una condanna immediata da parte della comunità internazionale. Unione Europea, Stati Uniti e numerosi Paesi alleati hanno imposto pesanti sanzioni economiche contro Mosca, colpendo il sistema finanziario, il commercio e il settore energetico.
Parallelamente, molti Stati hanno fornito sostegno militare e umanitario all’Ucraina.
Una crisi umanitaria e globale
Il conflitto ha generato una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni:
milioni di profughi hanno lasciato il Paese
intere città sono state devastate dai combattimenti
infrastrutture civili ed energetiche sono state distrutte
Le conseguenze si sono estese ben oltre l’Europa orientale, contribuendo all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione globale e a nuove tensioni geopolitiche.
Un conflitto che ridefinisce gli equilibri mondiali
La guerra in Ucraina è considerata il più grande conflitto armato in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Ha modificato gli equilibri politici ed energetici internazionali, rafforzato la cooperazione militare tra i Paesi occidentali e riportato il tema della sicurezza europea al centro del dibattito globale.
A distanza di anni dall’inizio dell’invasione, il conflitto continua a influenzare la politica internazionale e la vita quotidiana di milioni di persone, ricordando quanto fragile possa essere la pace nel continente europeo.