Vallo di Lauro, presunte estorsioni agli imprenditori: misure cautelari per quattro indagati

Vallo di Lauro, presunte estorsioni agli imprenditori: misure cautelari per quattro indagati

Tre destinatari della custodia in carcere e uno degli arresti domiciliari. L’inchiesta della DDA di Napoli riguarda richieste di denaro ad aziende impegnate in lavori pubblici.

VALLO DI LAURO – Nuovi sviluppi nell’indagine sulle presunte estorsioni ai danni di operatori economici del Vallo di Lauro. Nella mattinata di giovedì 22 ottobre, i Carabinieri del Comando provinciale di Avellino hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di quattro persone, emessa il giorno precedente dal Gip del Tribunale di Napoli: tre le misure di custodia in carcere e una agli arresti domiciliari.

Secondo quanto comunicato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, gli indagati sono gravemente indiziati di estorsioni tentate e consumate, aggravate dal metodo mafioso e dall’aver agevolato il clan Graziano, storicamente operante nel territorio.

Le richieste di denaro e le presunte minacce

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, riguardano diversi episodi avvenuti tra febbraio e settembre 2026, ai danni di imprenditori affidatari di lavori pubblici.

Secondo la ricostruzione accusatoria, le richieste sarebbero consistite in percentuali sul valore degli appalti oppure in somme da versare periodicamente, presentate come un “regalo” o una “messa a posto”.

Gli accertamenti si sono basati su intercettazioni, osservazioni, controlli e pedinamenti, oltre che sull’analisi di immagini di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici e informazioni raccolte dagli investigatori.

Un ulteriore episodio relativo a un appalto a Lauro

Il quadro investigativo è stato integrato con elementi riguardanti un altro presunto tentativo di estorsione, ai danni di imprenditori impegnati in un rilevante appalto pubblico a Lauro.

Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero agito a nome del clan Graziano, minacciando ripetutamente gli operatori economici per ottenere denaro. In caso di mancato pagamento, le vittime avrebbero rischiato violente ritorsioni e sarebbero state costrette a rinunciare ai lavori.

Gli ulteriori approfondimenti avrebbero inoltre consentito di ricostruire come una delle estorsioni inizialmente contestate nella forma tentata fosse stata consumata, attraverso la consegna di mille euro a uno degli indagati, quale “regalo” per i lavori svolti sul territorio.

Il nuovo provvedimento

L’ordinanza del Gip di Napoli conferma, con riferimento alle contestazioni di estorsione, l’impianto accusatorio del fermo emesso dalla DDA il 30 settembre ed eseguito il 2 ottobre, già in parte valutato dal Gip di Avellino con un provvedimento del 3 ottobre.

Due destinatari sono stati raggiunti dalla nuova misura mentre erano già detenuti. A un terzo l’ordinanza è stata notificata nell’abitazione, dove si trovava ai domiciliari. Il quarto, precedentemente scarcerato per effetto di una decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, è stato condotto in carcere.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari possono essere impugnate e tutte le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a sentenza definitiva.