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L’inchiesta della DDA riguarda presunti prestiti a persone in difficoltà economica. Durante le perquisizioni rinvenuti orologi di lusso e ingenti somme di denaro.
NAPOLI – Avrebbero concesso prestiti a tassi usurari a persone in difficoltà economica, ricorrendo anche a violenze e minacce per ottenere la restituzione del denaro ed evocando la forza intimidatrice del clan Mariano, attivo nei Quartieri Spagnoli.
È il quadro investigativo descritto dalla Procura di Napoli nel comunicato del 6 novembre 2026 relativo all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ed eseguito dallo SCO, dalla SISCO di Napoli e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.
Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, usura ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero erogato somme di diverso importo a persone in evidenti difficoltà economiche, applicando interessi usurari. Le singole operazioni sarebbero state annotate su una sorta di libro mastro, utilizzato per registrare i prestiti.
Per recuperare le somme, gli indagati avrebbero inoltre fatto ricorso ad atti di violenza e minacce nei confronti di una vittima e dei suoi familiari. Le condotte contestate sarebbero state commesse richiamando la capacità intimidatrice dell’organizzazione camorristica.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti orologi di lusso e ingenti somme di denaro, come riferisce la Procura.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare può essere impugnata e le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a sentenza definitiva.