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Baiano e il primo ‘900, nel memoir socio-famigliare di Domenico D’Andrea
di Gianni Amodeo
Incroci di vita reale nella quotidianità che da sempre si alimentano di conflitti tra idee e passioni, amori e odi, azioni di coraggio e viltà, speranze e delusioni, pace e guerre di umanità negata con devastante distruttività, e così via per contrapposizioni, rendendosi incontenibile spirale in volteggio permanente, specchio di se stessa in metodica ripetitività, per conformarsi alla banalità della piatta e stucchevole assuefazione.
Sono gli incroci di vita che si fanno cronaca nella portata emotiva, sia per le molteplici scie d’impatto sociale che disegnano e ingarbugliano in mille traiettorie, diffondendo e propagando paure, dolori e sofferenze senza fine, sia per l’ incidenza che esercitano nelle trasformazioni sociali, ma anche soprattutto per i cambiamenti e le mutazioni, in termini evolutivi o di regresso, che innescano nei processi regolatori degli equilibri sia interni che esterni alle comunità e ai popoli, nello loro vicendevoli relazioni.
E sono incroci che s’imprimono sullo schermo della storia, con linee portanti, la cui comprensione e inquadratura di senso richiedono attitudine di studio e approccio oggettivo di conoscenza a tutt’arco ed esaustivo, sgombrando a priori.. il campo da qualsiasi pregiudizio ideologizzato o tendenza al pregiudizio, ingannevole per sua intrinseca natura, che deforma e annulla il senso del vero. Sono principi – quelli appena indicati – di metodo, irrinunciabili, per quanto impegnativi da osservare e praticare, ma del tutto dovuti, se l’obiettivo s’identifica con l’approdo cognitivo che possa essere affidabile e credibile nella rappresentazione sostanziale della realtà stessa.
Lo scenario, tracciato nelle coordinate di riferimento, costituisce l’impianto, da cui scaturiscono i racconti storici, l’agile collana di testi in rapida e scorrevole lettura, la cui elaborazione e formazione si deve alla scrittura di Angelo Amato De Serpis, giornalista di fine cultura e scrupolosa sensibilità sociale, attivamente presente nelle attività di promozione culturale dell’ Area nolana, di cui l’associazione Meridies costituisce un eccellente presidio e riferimento, per non dire dello straordinario Centro di documentazione audiovisiva della Contea nolana, unico nel suo genere. Una collana, quella dei racconti storici, accolta con interesse nel mondo della Scuola e tra gli amanti di Storia locale, in cui la cronaca, per i profondi ed estesi riverberi assunti, si fa e diventa Storia sociale, a cui l’autore attinge, fornendo documentazioni dettagliate e citazioni di fonti di assoluta attendibilità verificata, distillandone, nello stesso tempo, contenuti e temi valoriali. S’innestano in questo itinerario, Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte, racconti storici, che compongono il testo antologico, pubblicato di recente da Brignoli edizioni, con presentazione in agenda domenica, 8 novembre, alle ore 10, 00, nell’ Aula consiliare del Palazzo comunale, nell’ambito delle iniziative del Circolo sociale L’ Incontro, con la diretta partecipazione dell’autore. Evento che per se stesso costituisce la modalità- saluto alla fusione tra il Circolo sociale di corso Garibaldi e L’ Incontro di via Luigi Napolitano, interessanti realtà associative cittadine.
In massima sintesi, la chiave ispiratrice di Ciliegie rosso sangue è la drammatica vicenda dei bombardamenti che il 30 maggio del 1943 sconvolsero l’area industriale di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna. Una tragedia umana e sociale che Angelo Amato De Serpis rivisita, rapportandola alle guerre che si combattono nei nostri giorni nel mondo, per esprimere le ragioni della pace nella libertà. Il filo narrativo de Il treno della morte si connette alla tragedia del più grande disastro ferroviario della Storia d’ Italia e mondiale, con oltre 600 persone morte per asfissia..Erano sul convoglio-merci che restò bloccato nella galleria Delle Armi, collegata alla stazione di Balvano, in provincia di Potenza. Era il 3 marzo del 1944.. Oltre 600 vittime umane, che passarono dalla vita alla morte.. Il filo di narrazione si dipana e sofferma sulle criticità e sofferenze che le popolazioni locali patirono in quei tristi anni di guerra.. Vicende dure e amare che Angelo Amato De Serpis racconta, vivendole con il sentire e il pensare della gente comune.
In correlazione con i racconti storici di Angelo Amato De Serpis, l’obiettivo del Forum di domenica è puntato sul primo ‘900 nel contesto di una piccola comunità, qual era quella di Baiano, con circa tre mila abitanti. E’ un intenso memoir scritto dal professore Domenico D’ Andrea, docente di lungo corso in Lingua e Letteratura francese nel Liceo classico statale Giuseppe Garibaldi, a Napoli, nato e residente nella vicina Mugnano del Cardinale, scomparso qualche anno fa.
Intitolato, Baiano sull‘onda dei ricordi, pubblicato da Giannini editore, il memoir fornisce un’interessante chiave di lettura sul notabilato locale, impersonato dalla figura del nonno dell’autore, Carlo Colucci, oltre che dalla figura dello zio, omonimo del nonno, con un importante carriera nell’Intendenza di Finanza dello Stato.
Del memoir e delle figure che lo animano, converseranno – non ritenendosi..oratori – Romeo Lieto, per gli amici anche e soprattutto ..Mimì, decano-super dell’ Ordine professionale dei geometri della provincia di Avellino, che ha anche avuto rapporti professionali con la famiglia di ”don” Carlo Colucci, e il prof. re Stefano D’ Apolito, che cura con grande dedizione e passione la pubblicazione dell’interessante rivista fotografica e documentale che racconta il territorio e Mugnano del Cardinale, industre e laboriosa. E, quella di Lieto e D’ Apolito sarà una conversazione aperta, certamente significativa e stimolante d’interessi conoscitivi.
Il Forum di presentazione sarà coordinato dalla dott.ssa Giusy De Laurentiis, con introduzione di Carlo Melissa. I temi della pace, del ripudio della guerra come della tutela e protezione dell’infanzia sono il cuore delle composizioni, che saranno lette da Paola Miele, Maria Napolitano e Carmine Montella, autrici e autore del verseggiare con finezza e linearità espressiva nel focalizzare il significato degli eventi. 