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CITTÀ DEL VATICANO – Un cambio ai vertici del Collegio cardinalizio che segna anche il passaggio tra due generazioni della Chiesa. Il cardinale Giovanni Battista Re, 92 anni, lascia l’incarico di decano, che passa al porporato filippino Luis Antonio Tagle, già arcivescovo di Manila e pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Con Re si chiude una lunga stagione della vita vaticana. Originario della provincia di Brescia, ha attraversato decenni di storia della Santa Sede, lavorando a stretto contatto con diversi Pontefici e diventando una delle figure più esperte e ascoltate della Curia romana.
Il suo tratto distintivo era la franchezza. Re non era un uomo abituato a nascondere le proprie opinioni, neppure davanti al Papa. Il rapporto con Francesco, pur fondato sulla stima reciproca, non sarebbe stato privo di confronti accesi. Secondo un episodio raccontato negli ambienti vaticani, il cardinale avrebbe contestato alcune decisioni di Bergoglio giudicate troppo radicali, ricordandogli che il compito di un Pontefice è guidare la Chiesa, non stravolgerne le fondamenta.
Un modo di intendere il servizio alla Santa Sede nel quale la fedeltà al Papa non significava necessariamente essere d’accordo su tutto. Anche dopo discussioni vivaci, il rapporto personale restava saldo, senza trasformare le divergenze in contrapposizioni.
Tra gli ultimi momenti significativi del suo incarico c’è il conclave del maggio 2025. Re, escluso dal voto per ragioni di età, partecipò alle fasi preparatorie dell’elezione del successore di Francesco. L’8 maggio si recò a Pompei per la tradizionale Supplica alla Madonna del Rosario, auspicando una rapida scelta del nuovo Pontefice. Proprio quel giorno arrivò la fumata bianca che annunciò l’elezione di Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV.
Ora il testimone passa a Tagle, esponente di una Chiesa sempre più internazionale. La sua nomina rappresenta un segnale del peso crescente delle comunità cattoliche asiatiche e delle realtà missionarie nella vita della Santa Sede.
Il decano del Collegio cardinalizio svolge un ruolo di particolare rilievo istituzionale, soprattutto durante la sede vacante e nella preparazione del conclave. Non si tratta, dunque, soltanto di un avvicendamento formale.
Con Giovanni Battista Re si allontana dai vertici una figura legata a una stagione della Curia nella quale si poteva discutere apertamente con il Pontefice senza mettere in discussione il rispetto per la sua autorità. Con Tagle si apre un nuovo capitolo, nel segno di una Chiesa il cui orizzonte si estende sempre più oltre l’Europa.