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Cantautore, ingegnere e imprenditore, è nato in Venezuela da madre mugnanese e padre irpino. Da ragazzo le vacanze con la famiglia a Mugnano del Cardinale, dove ha imparato anche il napoletano. Dopo l’esperienza alle selezioni di “The Voice Senior”, oggi quei ricordi diventano musica con “Cumm’è bella Mugnano”
di Francesco Piccolo
MUGNANO DEL CARDINALE – Si può nascere a Caracas, lavorare tra il Venezuela e Miami e avere migliaia di chilometri di oceano davanti.
Poi basta una canzone e si torna a Mugnano.
È la storia di Toni Pecorelli, italo-venezuelano nato a Caracas da padre originario di Sant’Angelo a Cancelli, frazione di Montefusco, in Alta Irpinia, e da madre di Mugnano del Cardinale.
Ingegnere civile e imprenditore, Pecorelli divide la propria attività professionale tra Caracas e Miami, in Florida. Ma accanto al lavoro c’è sempre stata un’altra grande passione: la musica.
Toni scrive, canta e mette nelle canzoni pezzi della propria vita. Nel corso degli anni ha firmato e interpretato diversi brani, tra i quali “Sei un fiore”, “La donna che piace”, “Qué bonita es Caracas”, “Storia d’un amor” e “Nella vecchia New York”.
Titoli nei quali finiscono per incontrarsi gli stessi mondi della sua vita: il Venezuela nel quale è nato, gli Stati Uniti del presente e quell’Italia che per lui significa soprattutto famiglia e radici.
Ed è proprio da “Qué bonita es Caracas”, dedicata alla capitale venezuelana, che nasce l’adattamento “Cumm’è bella Mugnano”.
Una dichiarazione d’amore a un paese che Toni non ha mai considerato semplicemente il luogo d’origine della madre.
Perché Mugnano, per lui, significa innanzitutto ricordi.
Sono quelli delle vacanze trascorse qui fin da giovane, insieme ai genitori, ai nonni, agli zii e alla sorella Mena. Giorni fatti di famiglia, amici, passeggiate, voci e quella vita di paese che, quando si è ragazzi, sembra normale e soltanto molti anni dopo si scopre quanto sia rimasta dentro.
Fu proprio la famiglia a insegnargli anche il napoletano. Ma insieme alle parole arrivarono molto altro: le tradizioni, il senso della famiglia, l’attaccamento alle proprie origini.
Toni è andato lontano.
Mugnano, invece, se l’è portata dietro.
Ed è questo il cuore della sua canzone.
In “Cumm’è bella Mugnano” tornano i vicoli, i colori della sera, le voci della gente, i profumi, gli amici e la compagnia. Tornano quelle strade che nella memoria sembrano quasi parlare e diventano, come racconta lo stesso brano, delle vere “maestre di vita”.
Non è la fotografia di una Mugnano da cartolina.
È la Mugnano vissuta.
Quella delle persone incontrate, delle serate trascorse insieme e di una quotidianità semplice che la distanza e gli anni hanno reso ancora più preziosa.
Dentro c’è inevitabilmente anche la nostalgia di chi vive lontano. Ma soprattutto c’è la gioia di sapere che esiste un posto nel quale una parte di sé continua ad abitare.
Toni lo riassume con una frase che vale quasi più di qualsiasi spiegazione: «Mugnano non è solo una città, è un modo di sentirsi meno soli».
Caracas, Miami, Mugnano.
Spagnolo, italiano, napoletano.
Tre luoghi e tre lingue che si incrociano anche nel suo percorso artistico. Pecorelli ha partecipato alle selezioni di The Voice Senior con “Chi sa, chi sa, chi sa”, proponendo il brano proprio nelle tre lingue che accompagnano la sua storia.
Ma “Cumm’è bella Mugnano” ha qualcosa di ancora più personale.
È il suo grazie ai familiari che gli hanno insegnato da dove viene, agli amici di allora, alle persone incontrate durante le estati mugnanesi e a chi ha riempito quegli anni di momenti che il tempo non è riuscito a cancellare.
Perché le radici hanno una strana geografia.
Toni Pecorelli vive tra Caracas e Miami. Ma quando canta i suoi ricordi, la strada lo riporta sempre a Mugnano.