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Il monumentale Fagus sylvatica ha un’età stimata di circa 200 anni. Il cedimento riaccende l’attenzione sulle sue condizioni e sugli interventi necessari per preservare ciò che resta dell’esemplare.
di Francesco Piccolo
SUMMONTE – Una grande branca del faggio monumentale di Campo San Giovanni, nel territorio di Summonte, ha ceduto ed è finita al suolo accanto al tronco. Le immagini documentano chiaramente il distacco e riportano l’attenzione sulle condizioni di uno degli alberi più rappresentativi della montagna del Partenio.
Non si tratta di un albero qualsiasi. Il faggio è ufficialmente censito dalla Regione Campania tra gli alberi monumentali. È un esemplare di Fagus sylvatica al quale viene attribuita un’età di circa 200 anni, con una circonferenza del fusto di 525 centimetri e un’altezza di 10 metri. Si trova nel pascolo di Campo San Giovanni, a 1.020 metri sul livello del mare, nell’area naturalistica del Parco Regionale del Partenio.
Il cedimento di una delle grandi branche arriva in una situazione che aveva già destato preoccupazione. Nelle scorse settimane erano stati nuovamente segnalati gli evidenti segni di deperimento dell’esemplare. Anche binews, il 18 settembre, aveva richiamato l’attenzione sulle condizioni del faggio e sulla necessità di tutelarlo.
Sul fronte degli interventi, il Comune di Summonte ha reso noto di aver trasmesso il 5 giugno 2026, con nota protocollata al numero 2292, all’Ente Parco Regionale del Partenio la richiesta di nulla osta e di screening di Valutazione di Incidenza, accompagnata dalla documentazione necessaria per avviare un programma triennale di manutenzione già predisposto per l’albero. Secondo la ricostruzione dell’amministrazione comunale, nonostante successivi solleciti, l’iter non avrebbe avuto gli sviluppi necessari nei tempi auspicati.
La tutela del faggio, sempre secondo quanto comunicato dal Comune, era inoltre oggetto di un protocollo d’intesa tra Comune di Summonte, Ente Parco Regionale del Partenio e Comunità Montana del Partenio, finalizzato a coordinare le attività di salvaguardia e recupero dell’esemplare.
Adesso l’attenzione si concentra soprattutto sulle condizioni della parte dell’albero rimasta in piedi. Saranno le valutazioni tecniche a dover stabilire lo stato dell’esemplare dopo il cedimento e quali interventi siano ancora possibili per conservarlo e metterlo in sicurezza.
Le fotografie mostrano un tronco profondamente segnato dal tempo, con ampie cavità, e la grande porzione dell’albero ormai a terra. Il faggio, però, è ancora in piedi e proprio per questo la priorità diventa preservare, per quanto tecnicamente possibile, un esemplare che da circa due secoli fa parte del patrimonio naturalistico di Campo San Giovanni e di Summonte.
