Protesta dei tir, il Governo prepara nuovi aiuti ma è stretta sui blocchi: 71 denunce e 1.339 identificati

Protesta dei tir, il Governo prepara nuovi aiuti ma è stretta sui blocchi: 71 denunce e 1.339 identificati

Nuovi aiuti agli autotrasportatori e linea dura contro i blocchi stradali illegali. È la doppia risposta del Governo alla protesta dei camionisti contro il caro carburanti, che continua a provocare pesanti disagi alla circolazione e all’approvvigionamento delle merci, soprattutto nelle regioni del Sud.

Per giovedì 22 ottobre è atteso un Consiglio dei ministri dedicato a nuovi interventi a sostegno dell’autotrasporto e dell’agricoltura. Nel frattempo, il Ministero dell’Interno ha intensificato i controlli sui presidi che ostacolano la viabilità, con particolare attenzione alla Campania.

Il bilancio comunicato dal Viminale è di 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate amministrativamente. Le forze dell’ordine sono inoltre impegnate a garantire il passaggio dei mezzi che trasportano merci e beni essenziali, anche attraverso servizi di scorta.

Sul fronte degli aiuti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato ulteriori provvedimenti, con particolare attenzione ai piccoli operatori del settore e alle imprese rimaste escluse dalle precedenti misure di sostegno.

Tra gli interventi allo studio figurano ristori per il caro gasolio, la sospensione dei canoni di leasing e la digitalizzazione della lettera di vettura. Il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi sono impegnati nel confronto con le categorie per individuare nuove risorse e accelerare l’erogazione dei contributi già previsti.

Lo stesso Rixi ha annunciato l’avvio dei pagamenti destinati agli autotrasportatori, chiedendo contemporaneamente la rimozione dei blocchi che stanno causando difficoltà ai cittadini e alle attività economiche.

La situazione resta particolarmente delicata in Campania, dove la mobilitazione ha avuto ripercussioni non soltanto sulla circolazione stradale, ma anche sulla distribuzione dei prodotti alimentari, sui rifornimenti di carburante e sulla raccolta dei rifiuti.

I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno lanciato l’allarme per le conseguenze dei mancati approvvigionamenti e hanno chiesto di accelerare il confronto tra Governo e rappresentanti degli autotrasportatori.

Preoccupazione arriva anche dal mondo produttivo. Le associazioni di categoria segnalano difficoltà nella consegna delle merci e nel reperimento delle materie prime, mentre il settore agroalimentare teme conseguenze sempre più pesanti per i prodotti deperibili.

Disagi sono stati registrati anche negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, rimasti senza disponibilità di carburante per gli aeromobili a causa delle difficoltà nei rifornimenti.

Nonostante gli annunci del Governo, la protesta non è ancora rientrata. Alcuni presidi autostradali sono stati rimossi per consentire il ripristino della circolazione, mentre altre mobilitazioni proseguono. Una parte degli autotrasportatori ha annunciato l’intenzione di mantenere il fermo fino al 27 ottobre, data prevista per un nuovo confronto con il Ministero.

Le prossime ore saranno decisive per capire se le misure economiche in preparazione riusciranno a favorire la fine della protesta e il graduale ritorno alla normalità nei trasporti e nei servizi.                                                                      Protesta dei tir, il Governo prepara nuovi aiuti ma è stretta sui blocchi: 71 denunce e 1.339 identificati