Irpinia, emergenza spopolamento: in 25 anni previsti 80mila abitanti in meno

Irpinia, emergenza spopolamento: in 25 anni previsti 80mila abitanti in meno

Un territorio che si svuota lentamente, senza rumore. Non per eventi improvvisi, ma per un processo silenzioso e costante: è quanto sta accadendo in Irpinia.

Secondo le proiezioni ISTAT, la provincia di Avellino passerà dagli attuali circa 397mila residenti a poco più di 317mila entro il 2050. Un calo di quasi 80mila persone in 25 anni, pari a una media di circa 3mila abitanti in meno ogni anno.

Numeri che rendono bene la dimensione del fenomeno: è come se ogni anno scomparisse un intero paese irpino. Un calo dovuto principalmente al calo delle nascite, all’invecchiamento della popolazione e alla continua migrazione verso altre aree del Paese.

A preoccupare è anche la situazione del capoluogo. Avellino città, oggi con circa 52mila abitanti, potrebbe scendere sotto quota 43mila entro il 2050, tornando ai livelli demografici del dopoguerra.

Il cambiamento riguarda anche la struttura sociale: secondo le stime, il 41% delle famiglie sarà composto da una sola persona, in gran parte anziani. Un dato che fotografa un territorio sempre più fragile e segnato dall’isolamento.

Il fenomeno non riguarda solo l’Irpinia. L’intera Campania, secondo le previsioni, perderà circa 880mila abitanti entro il 2050, mentre il Mezzogiorno continua a registrare un calo demografico significativo, a differenza del Nord che resta più stabile.

Una dinamica che ha radici lontane. Già negli anni ’60 l’emigrazione aveva svuotato molti centri, mentre il terremoto del 1980 aveva accelerato ulteriormente il processo. Oggi, però, non c’è una crisi improvvisa: è il tempo, insieme ai numeri, a raccontare una trasformazione lenta ma profonda.

Un territorio che non si svuota all’improvviso, ma che rischia di spegnersi poco alla volta.