
![]()
Il comitato prepara proteste in sei regioni del Sud e chiede il riconoscimento dello stato di crisi, controlli antifrode e interventi a sostegno di produttori, cooperative e frantoi.
Anche la Campania è tra le regioni interessate dalla mobilitazione annunciata da Orgoglio Olivicolo, il comitato nazionale che riunisce la filiera olivicolo-olearia, dal campo al frantoio. Insieme a Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Molise, sarà coinvolta nella preparazione di manifestazioni per richiamare l’attenzione sulla crisi del settore.
«La misura è colma, non si torna più indietro», afferma il comitato, che denuncia ritardi nelle risposte di Governo e Regioni. Secondo Orgoglio Olivicolo, la situazione mette a rischio migliaia di imprenditori agricoli, olivicoltori, cooperative e frantoiani.
La protesta partirà dal Sud, con l’obiettivo dichiarato di estendersi al resto d’Italia. Nel comunicato non sono ancora indicate date, piazze e modalità delle singole iniziative.
Le ragioni della protesta
Il comitato sostiene che i tavoli convocati a livello regionale e ministeriale non abbiano prodotto gli interventi richiesti. Dopo mesi di attesa, annuncia quindi il passaggio alla mobilitazione pubblica, che intende proseguire fino al riconoscimento dello stato di crisi e all’attivazione di misure concrete.
Al centro delle rivendicazioni c’è la richiesta di condizioni di concorrenza eque: regole certe, controlli sulla qualità e sulla salubrità dell’olio e strumenti per contrastare le frodi. Orgoglio Olivicolo sollecita inoltre verifiche sulle miscele a basso costo provenienti dall’estero, un tema che il comitato intende portare anche all’attenzione dei consumatori.
Le piazze, nelle intenzioni dei promotori, saranno dunque luoghi di protesta e di confronto con i cittadini, per spiegare le difficoltà della filiera e le ragioni delle richieste.
Quattro interventi urgenti
Orgoglio Olivicolo indica quattro priorità. La prima è il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo e dell’intero comparto agricolo, con l’attivazione dei provvedimenti conseguenti.
Il comitato chiede poi l’introduzione immediata del documento di trasporto elettronico, che definisce già promesso ma non ancora attivato, e un piano straordinario nazionale di controlli antifrode, con risultati verificabili.
Infine, sollecita misure di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione, richiamando gli strumenti previsti dalla normativa comunitaria, insieme a interventi di sostegno finanziario per i frantoi.
Per la Campania, come per le altre regioni coinvolte, i dettagli delle manifestazioni restano da annunciare. Il messaggio del comitato è però netto: la fase dell’attesa è conclusa e le richieste della filiera saranno ora portate nelle piazze.