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Due giornate per il Raduno nazionale dei Gemelli ideato da Antonia Di Nardo. Si parte venerdì al Polo Enologico con il convegno “La radice”, sabato il ritrovo a Villa Amendola. In programma incontri, testimonianze, musica e il piacere di ritrovarsi
di Francesco Piccolo
AVELLINO – C’è chi si assomiglia così tanto da mettere in difficoltà persino gli amici. Chi, invece, condivide soltanto qualche tratto del viso. Ma dietro ogni coppia di gemelli ci sono sempre due persone, due caratteri e due vite cominciate insieme.
È da questa particolarità che nasce il Raduno nazionale dei Gemelli “Io vado da voi”, che il 9 e 10 ottobre tornerà ad Avellino per la sua sesta edizione.
L’iniziativa è stata ideata da Antonia Di Nardo, presidente del Centro Italiano Femminile provinciale di Avellino, e negli anni è diventata un appuntamento nel quale al momento di festa si affiancano cultura, confronto e curiosità.
Quest’anno c’è una parola scelta per tenere insieme tutto: “La radice”.
Si comincerà venerdì 9 ottobre alle ore 10, nell’Aula Magna del Polo Enologico, Dipartimento di Agraria della Federico II, in viale Italia 66 ad Avellino.
Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Avellino Luca Cipriano, del sindaco di Altavilla Irpina Mario Vanni, dell’assessore comunale Carmine Camerlengo, del preside dell’Istituto Agrario De Sanctis Pietro Caterini e del consigliere CSV Irpinia Sannio ETS – Cesvolab Mauro Napolitano, inizierà il confronto moderato dalla giornalista Rosaria Carifano.
Sarà proprio Antonia Di Nardo ad aprire gli interventi con “Radix: un unico concetto visivo”. Poi quella stessa parola, radice, verrà raccontata in modi molto diversi.
Wanda Della Sala parlerà di valori e cura; Angelita Gambuti, dell’Università Federico II, ripercorrerà le radici storiche della formazione vitivinicola in Italia. L’imprenditrice Teresa Bruno partirà invece da un’immagine particolarmente efficace: “Le radici non trattengono: sono palafitte per costruire il futuro”.
Con Miriam Di Nardo si parlerà di terra, energia condivisa e democrazia sociale. Antonio Capolupo, dell’Università di Salerno, porterà il pubblico nel mondo dei frattali, mentre l’archeologo Francesco Meccia metterà insieme archeologia, cultura pop, manga, specchi e narrazioni legate ai gemelli. L’avvocata Rosaria Vietri affronterà infine un interrogativo curioso già dal titolo: “Gemelli: doppi diritti?”.
Ma un raduno di gemelli non può rimanere soltanto dentro un’aula.
E così sabato 10 ottobre, dalle 15, ci si sposterà a Villa Amendola, in via Due Principati 202, per il momento più atteso: quello dell’incontro.
Gemelli che arriveranno per conoscersi, altri che torneranno dopo aver partecipato alle precedenti edizioni. Ci saranno fotografie, incontri e musica, con la partecipazione anche delle gemelle Emma e Giulia.
Ed è probabilmente qui che il titolo scelto per questa sesta edizione trova il suo significato più semplice.
Una radice è ciò da cui si parte. Per due gemelli la partenza è la stessa, ma poi ognuno cresce, cambia e costruisce la propria storia.
Il 9 e 10 ottobre Avellino proverà ancora una volta a mettere insieme proprio queste storie. Non per cercare chi dei due sia più uguale all’altro, ma per scoprire quante differenze possono nascere dalla stessa radice.
