​Sirignano, rubinetti a secco a tarda sera: il disagio dei cittadini tra rimpalli e silenzi

​Sirignano, rubinetti a secco a tarda sera: il disagio dei cittadini tra rimpalli e silenzi

​di Fortemonte

​Sirignano, rubinetti a secco a tarda sera: il disagio dei cittadini tra rimpalli e silenzi​Siamo ormai in pieno autunno, alle porte dell’inverno, eppure a Sirignano si continua a fare i conti con un’emergenza idrica che ha dell’incredibile per i tempi moderni: la mancanza d’acqua nelle ore serali e notturne.
​Il copione, purtroppo, è noto a molti residenti ma stranamente ignorato nei canali ufficiali. Chi rincasa tardi la sera — magari dopo una giornata di lavoro o di studio, come tanti giovani e lavoratori del nostro territorio — si ritrova con i rubinetti completamente a secco intorno alle 23:00. Risultato? Impossibile farsi una doccia la sera; bisogna attendere l’alba del mattino seguente, intorno alle 7:00, per poter usufruire di un bene primario e irrinunciabile. Un disservizio inaccettabile a fronte di bollette regolarmente pagate all’Alto Calore Servizi.
​Dietro a questa situazione si celano spiegazioni che lasciano il tempo che trovano. Interpellato sulla questione, un dipendente comunale avrebbe attribuito il problema alla necessità di sostituire alcune pompe presso il nuovo pozzo artesiano realizzato con il finanziamento del Comune di Mugnano nel territorio di Sirignano. Ma la logica comune si scontra con la realtà: se ci sono dei pezzi da sostituire, la prassi amministrativa e aziendale imporrebbe di ordinarli e di installarli celermente, anziché giustificare il disservizio con chiusure programmate o presunti guasti irrisolti che si trascinano da mesi. E soprattutto, viene da chiedersi quali interventi notturni vengano realmente effettuati per porre rimedio alla criticità.
​Il calvario, tuttavia, non si ferma alla gestione locale. Stamattina, di fronte all’ennesimo disagio, un cittadino ha provato a percorrere la via istituzionale componendo il numero dell’Alto Calore. La procedura si è rivelata kafkiana: terzo in lista d’attesa, pochi secondi di attesa e… linea che cade improvvisamente. Tentativo ripetuto, numeri verdi compresi, con lo stesso identico esito.
​Rimasto con i dubbi e senza risposte, il cittadino si è affidato alla memoria e a una vecchia agenda telefonica risalente a oltre trent’anni fa, ai tempi del commercio florido e laborioso del nostro paese. Contattato direttamente un tecnico di vecchia data dell’Alto Calore — senza svelare la propria identità per discrezione e rispetto di una conoscenza di un tempo — la risposta è stata l’epitome dello scaricabarile: “Io sono solo un tecnico, bisogna chiamare l’Alto Calore”. E alla domanda specifica sulle pompe da sostituire, il silenzio e la smentita: “Non so niente e non posso dare spiegazioni”, per poi chiudere con un laconico e sconfortante: “L’acqua non c’è”.
​Di fronte a questo muro di gomma, la cittadinanza di Sirignano non chiede privilegi, ma chiarezza e rispetto. I cittadini pagano regolarmente il servizio e hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo alle condutture, quali interventi siano realmente in corso e quali siano i tempi previsti per il ritorno alla normalità.
​Per questo motivo, si auspica che chi ci amministra prenda posizione pubblicamente, diramando un comunicato chiaro e trasparente che spieghi le motivazioni di questo ingiusto disagio. La gestione dell’acqua pubblica non può ridursi a un gioco di silenzi e rimpalli: la comunità merita risposte istituzionali certe.