Spaccio nell’Avellinese, tre misure cautelari: la droga chiamata “melanzane”

Spaccio nell’Avellinese, tre misure cautelari: la droga chiamata “melanzane”

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Avellino. Disposto l’obbligo di dimora con permanenza in casa dalle 19 alle 7. Nell’inchiesta anche un sequestro di cocaina, hashish e marijuana eseguito nel febbraio 2025.

AVELLINO – Tre persone sono destinatarie di un’ordinanza cautelare nell’ambito di un’indagine su una presunta attività di spaccio nell’hinterland avellinese. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura, è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale.

Per gli indagati è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 19 alle 7 del giorno successivo. Le contestazioni riguardano la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Secondo quanto riferito dalla Procura nel comunicato del 4 novembre, l’inchiesta è stata condotta dal Nucleo Mobile del Gruppo della Guardia di Finanza di Avellino, attraverso attività tecniche e riscontri accompagnati da sequestri di droga.

Tra le persone coinvolte figurano due fratelli, indicati nel comunicato come già gravati da precedenti per reati della stessa natura. Stando alla ricostruzione investigativa, gli indagati avrebbero utilizzato un linguaggio in codice, riferendosi allo stupefacente con il termine “melanzane”.

Un passaggio dell’indagine risale al febbraio 2025, quando i finanzieri, con il supporto di una pattuglia cinofila della Compagnia di Capodichino e del cane “I AM”, sequestrarono circa 350 grammi di cocaina, 19 panetti di hashish per un peso complessivo di circa due chilogrammi e due buste di marijuana per circa 650 grammi, oltre a materiale per il confezionamento.

La droga, secondo il comunicato, era nascosta in una botola ricavata all’interno di un automezzo dismesso, nelle adiacenze dell’abitazione di residenza ad Aiello del Sabato. In quella circostanza i due fratelli erano stati arrestati in flagranza. La Procura precisa che uno di loro risulta tuttora detenuto in carcere.

Gli accertamenti erano partiti da precedenti sequestri di hashish effettuati nei confronti di alcuni acquirenti e si erano poi sviluppati fino all’individuazione della presunta attività di spaccio.

Le accuse sono provvisorie e il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le misure possono essere impugnate e tutte le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.