
![]()
di Antonio Vecchione
In questo mondo globalizzato la piena consapevolezza delle proprie radici è fondamentale: la vita di ciascuno di noi è condizionata dalle origini sociali, culturali, geografiche e storiche. Le radici non si cancellano, ma si ridefiniscono nei rapporti col mondo. La memoria collettiva contribuisce alla formazione dell’identità baianese. Ricordare non è un voler aprire il baule per raccontare di cose che non esistono più, ma è come voler dare alle nuove generazioni una bussola per orientare il cammino verso il futuro. Con questa finalità mi è parso opportuno recuperare la storia del Circolo Sociale, un club che per più di un secolo ha onorato la vita della comunità. Il 31 maggio 2006, don Silvino Foglia, autorevole e benemerito personaggio della nostra comunità, ne pubblicò la storia sul Meridiano. Dopo l’unità d’Italia, racconta don Silvino, a Baiano sorsero i primi fermenti organizzativi tra gruppi di cittadini che si riunivano nelle pause dal lavoro per confrontarsi su temi sociali, politici, sportivi e culturali. Nella piazza centrale di Baiano (oggi piazza Napoletano), Stefano Miele gestiva, nel palazzo Bellofatto, un caffè che svolgeva le funzioni di circolo ed era attivamente frequentato dai “liberali” di Baiano e dei paesi limitrofi. Un locale di successo, animato da lunghe discussioni politiche e sociali di questi personaggi che potevano essere considerati gli “intellettuali” dell’epoca. In quel caffè passava anche Francesco De Santis nel suo viaggio di ritorno ad Avellino da Roma, dove era lodevolmente impegnato come parlamentare. Don Francesco, già ministro della Pubblica Istruzione, era accompagnato dal suo segretario di fiducia, il patriota baianese Domenico Geremia Foglia e manifestava il suo apprezzamento per l’accoglienza dispensando sorrisi, strette di mano e sorbendo l’ottimo caffè offerto. Don Silvino conferma che il circolo sociale fu attivo fin dal 1890 ma si diede una struttura legale il 22 agosto del 1893 allorquando i soci, convocati dall’usciere Tommaso Napolitano, si riunirono nella sede al civico 17 del corso Garibaldi, al piano terra del palazzo comunale. La convocazione era stata indetta per l’approvazione dello statuto sociale, del regolamento interno e per l’elezione del presidente, dei consiglieri e del segretario tesoriere. Il socio dottor Giuseppe Lembo lesse, articolo per articolo, lo statuto e il regolamento che furono approvati all’unanimità. Subito dopo si tenne la votazione per le cariche sociali. Furono eletti: Silvio Bellofatto, presidente, il marchese Gaetano Caravita e Francesco Vitelli, consiglieri, Pietro Foglia di Geremia, segretario – tesoriere. Il verbale fu sottoscritto da tutti i soci, rappresentanti della colta borghesia baianese dell’epoca: Giuseppe Lembo, Gaetano Caravita, Francesco Vitelli, Pietro Foglia, Vincenzo Ferrara, Stefano Severo, Geremia Foglia, Giovanni Litto, Saverio Bellofatto, Andrea Belloisi, Raffaele Vetrano, Biagio Masi, Luigi Bellofatto, Carlo Colucci, Andrea Picciocchi, Luca D’Avanzo, Pompeo Sgambati, Silvio Bellofatto, Nicola Miele, Ercole Lembo, Raffaele Picciocchi. “Circolo dell’Unione” la denominazione del sodalizio. Da quella data, all’interno della sede, la cui privacy era protetta da vetri verniciati di bianco, fiorirono attività culturali, sociali, sportive, ma soprattutto politiche e amministrative e utili scambi di idee sulle attività imprenditoriale, allora largamente diffuse nel territorio. Il circolo si distinse anche per la generosità dimostrata nell’aprile del 1906. Un disastroso terremoto distrusse comuni a noi vicini. I soci offrirono la loro generosa disponibilità ad accogliere e ad assistere i profughi dei comuni di Saviano, Carbonara di Nola, Ottaviano. Ne ha lasciato testimonianza Alessandro De Nico, segretario comunale di Baiano per un quarantennio. Il carattere elitario dei soci, la riservatezza dell’ambiente, le ristrettissime regole di ammissione al Circolo (quasi impossibile per le classi umili) e le esibizioni di superiorità culturale e sociale dei soci, determinarono, nell’immaginario popolare, un cambio di denominazione: il “circolo dell’Unione” fu chiamato “la Casina dei Signori”, un modo per evidenziare il distacco sociale degli umili sottomessi ai “padroni”. In un particolare ricordo impresso nella memoria di don Silvino si può cogliere questo convincimento popolare. Il caffettiere Anselmo Litto, chiamato a servire il caffè ai soci, doveva osservare un preciso cerimoniale di rispetto: dopo aver bussato, entrava togliendosi il cappello; serviva le tazzine e rimaneva in piedi, silenzioso e ossequioso, reggendo il vassoio e aspettando il lento sorbire del caffè da parte dei soci. Soltanto dopo aver ricevuto l’ultima tazzina, era autorizzato a uscire. Da scene come queste nacque spontanea la definizione di “casina dei Signori”, un modo per marcare la distanza tra due mondi. Durante il ventennio fascista il circolo ebbe una vita difficile. Molti soci abbandonarono. I pochi rimasti furono costretti, anche per morosità, a trovare una nuova sede in un modesto locale sempre in piazza. Un periodo difficile che fu superato con la fine della guerra. Il circolo riprese possesso della vecchia sede e assunse il nome di “Circolo Sociale”. Un altro difficile momento fu vissuto dopo il terremoto del 1980. I soci aprirono una vertenza giudiziaria con il comune per rientrare in possesso della sede dopo i lavori di recupero post sisma. Protagonista fu Pietro Fiore, tenacemente e orgogliosamente impegnato a far valere i diritti del Circolo. Una vertenza positivamente conclusa con un onorevole accordo grazie all’assistenza legale dell’avvocato Mario Foglia. Negli ultimi 40 anni circa il circolo ha subito una profonda trasformazione: non è più il “Casino dei signori” ma un circolo popolare che, in alcuni momenti, registrava la presenza di almeno 80 soci. La schiera di ottimi dirigenti che si sono alternati alla guida hanno il merito di aver saputo conservare il suo valore storico partecipando attivamente alle manifestazioni pubbliche con eccellenti risultati. Numerosi i convegni organizzati , culturali e sportivi, di interesse pubblico. Grande successo con centinaia di entusiasti spettatori anche per i concerti programmati come supporto per la Festa patronale di S. Stefano e per il capodanno. Stesso successo per due manifestazioni che si celebrano dal 2012 e sono diventate un’apprezzata e irrinunciabile tradizione: la Festa della Maggiore Età, il 2 giugno, e la Festa degli Emigranti il 3 agosto. In questi giorni, dopo cinque anni di chiusura della sede per la ristrutturazione del palazzo comunale, il Circolo Sociale 1890 riapre con una positiva novità: la fusione con il circolo l’Incontro. Un progetto di unificazione delle forze vive della comunità che non può che far bene alla comunità e produrrà certamente ottimi risultati. In uno scenario di declino di tutto il meridione, a Baiano si registrano già segnali di risveglio. Molto attive istituzioni pubbliche, scuola e comune, e private, Pro Loco e Pro Teatro. Questa Unione sarà un valore aggiunto. Ma, a mio avviso, il ruolo fondamentale nella crescita della comunità sarà dei giovani nei quali io ho molta fiducia. Sono convinto che sapranno creare le condizioni per invertire la tendenza al declino e progettare un futuro di sviluppo per la nostra comunità.


















