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di Filomeno Caruso
Ci sono canzoni che non hanno bisogno di grandi spiegazioni perché riescono ad arrivare direttamente al cuore. E ci sono artisti capaci di raccontare, attraverso parole semplici, sentimenti nei quali ciascuno di noi può riconoscere un pezzo della propria vita.
È quello che accade ascoltando Nino D’Angelo e il suo commovente racconto dedicato alla figura della nonna.
Una sedia a dondolo, uno scialle sulle spalle, l’uncinetto tra le mani. Una nonna che invecchia e un nipote che, guardandola, torna con la memoria a quando era bambino, accompagnato a scuola tenendola per mano.
E poi quella caramella comprata ogni mattina che, vista con gli occhi dell’adulto, diventa improvvisamente una ricchezza immensa.
Nino D’Angelo riesce ancora una volta a trasformare una storia quotidiana in poesia e la poesia in melodia. Racconta sentimenti veri, senza bisogno di costruzioni complicate, con una semplicità che diventa una straordinaria forma di comunicazione.
Quanti di noi si rivedono in questa canzone? Quanti hanno vissuto situazioni simili? Quanti, ascoltandola, rivedono per un istante il volto di una nonna o di un nonno che li accompagnava da bambini, preparava qualcosa per loro o semplicemente aspettava il loro ritorno?
Il momento forse più intenso arriva quando il protagonista immagina di poter fare ciò che nessun essere umano può fare: comprare degli anni per regalarli alla propria nonna.
È un’immagine potentissima. Il desiderio impossibile di chi vorrebbe fermare il tempo quando si accorge che le persone che ci hanno visto nascere e crescere stanno diventando anziane.
LA FESTA DEI NONNI
Ieri, 2 ottobre, in Italia si è celebrata la Festa dei Nonni.
Nel nostro Paese la ricorrenza è stata istituita ufficialmente con la legge n. 159 del 31 luglio 2005, individuando proprio nel 2 ottobre la giornata dedicata a celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società.
Non è casuale neppure la data. Il 2 ottobre, nella tradizione cattolica, ricorre la memoria dei Santi Angeli Custodi.
Un accostamento dal significato particolarmente suggestivo: i nonni come presenza, protezione, guida e memoria.
La celebrazione dedicata ai nonni ha una storia precedente anche negli Stati Uniti, dove il National Grandparents Day venne istituito nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter, anche grazie all’impegno di Marian McQuade.
I NONNI, MEMORIA DELLE FAMIGLIE
Dio ha una cura intima e delicata per ciascuno di noi e, nella fede cristiana, ci affida alla protezione dei suoi angeli.
Diventare “come bambini” non significa essere ingenui, ma imparare ad affidarsi a Dio, sapendo di non camminare da soli. E forse proprio i nonni, nella loro semplicità, riescono spesso a insegnarci qualcosa di molto simile: esserci senza chiedere nulla in cambio.
«Si può fare a meno di tutto, ma non dei nonni», diceva Franca Valeri.
Ed è proprio così.
I nonni sono il sale della società. Fanno da collante tra genitori e figli e, attraverso l’esperienza e la saggezza accumulate negli anni, rappresentano un punto di riferimento costante.
C’è un proverbio popolare che li descrive con un’immagine bellissima: «Un nonno è qualcuno con l’argento nei capelli e l’oro nel cuore».
Sono spesso i primi a provare a riportare la pace quando nasce una discussione, i primi a trovare una parola di conforto quando qualcosa va male e quelli che, anche quando i nipoti diventano adulti, continuano a guardarli con gli stessi occhi di quando erano bambini.
Non chiedono compensi. Non presentano conti. Donano perché amano.
Ed è per questo che rappresentano un patrimonio umano enorme non soltanto per le singole famiglie, ma per l’intera comunità.
SENZA MEMORIA NON C’È FUTURO
Papa Francesco ha insistito molte volte sul valore degli anziani e sulla necessità di custodire il rapporto tra le generazioni. Uno dei messaggi centrali del suo magistero è proprio questo: una società che perde il rapporto con i propri anziani rischia di perdere anche la propria memoria.
Il rispetto per gli anziani diventa così una misura della qualità stessa di una civiltà.
Perché i nonni non rappresentano soltanto ciò che siamo stati.
Rappresentano il filo che unisce ciò che siamo oggi con ciò che saremo domani.
Forse è proprio questo il grande messaggio racchiuso anche nella canzone di Nino D’Angelo: arriva un momento della vita nel quale vorremmo restituire ai nostri nonni almeno una piccola parte di tutto il tempo che loro hanno regalato a noi.
Ma gli anni non si possono comprare.
Possiamo però regalare qualcosa che, mentre i nostri nonni sono ancora accanto a noi, vale moltissimo: il nostro tempo.
Una telefonata. Una visita. Una passeggiata. Una sedia avvicinata alla loro per ascoltare ancora una volta una storia che magari conosciamo già a memoria.
Perché arriverà un giorno in cui saremmo disposti a dare qualsiasi cosa pur di poterla ascoltare ancora.
Auguri a tutti i nonni e a tutte le nonne, custodi delle nostre famiglie, della nostra memoria e di una parte insostituibile della nostra vita.