
![]()
Il 2027 è un anno in cui si rinnovano gli organismi parlamentari nazionali ed il Consiglio comunale in diverse località. Fra queste, il turno elettorale riguarda anche Avella.
Gentile lettore, senza avere la presunzione di dire cose innovative o di ripetere cose scontate, vogliamo porre alla tua attenzione una piccola serie di riflessioni! L’ondata lunga del rinnovo consiliare nel nostro “paesino” stanno già riempiendo le strade e le piazze di illazioni, pettegolezzi, previsioni e profezie sulle future liste in competizione per la future Amministrazione.
Nella legittima libertà di pensiero e di opinione, espresse anche attraverso le pagine degli organi di stampa, ci sembra sbagliato parlare e fare nomi di questo o di quell’altro cittadino, che solo per essere “alternativa a qualcuno”, viene impersonificato o si autoproclama candidato. Riteniamo che prima dei nomi vengano esposti e divulgati agli elettori i programmi elettorali, nei quali si possa evincere il progetto di una futura Avella.
Fino a prova contraria, sono i programmi che richiamano ed uniscono gruppi di persone, che si ritrovano intorno ad una comune idea di gestione del territorio. Essi non sono solo allegati obbligatori, che si presentano a tempo debito negli uffici comunali accomunati alla lista dei candidati, che comprendono le singole ed importanti problematiche del territorio,
ma soltanto sintetici accenni, tanto per riempire uno o due righi al massimo. Questo compito è prioritario per quelle rappresentanze politiche presenti nel nostro territorio, le quali al momento, come in un famoso romanzo di Kronin “… stanno a guardare”.
Sarebbe opportuno trovare e realizzare momenti comuni di confronto nel richiamo della “Agorà” della antica Grecia. Sarebbe opportuno evitare le contrapposizioni, come se le elezioni fossero uno scontro fra “Orazi e Curiazi”, gli uni contro gli altri armati! Dovrebbero essere le proposte a separare il campo fra i favorevoli di quel candidato a sindaco rispetto all’altro! Dovremmo uscire dagli ” eventuali accordi sottobanco “, che precedono la composizione delle liste elettorali e far prevalere “alla luce del sole” le individualità capaci di sostenere un compito, “al solo fine di servire la cittadinanza”.
Vincenzo Serpico