
![]()
La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi. Diventa definitiva la condanna per omicidio preterintenzionale nei confronti di Francesco e Salvatore Crisci
BAIANO – Si chiude definitivamente davanti alla Corte di Cassazione il processo per la morte di Felice Lippiello, il 54enne ucciso a Baiano nel febbraio del 2024. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati contro la sentenza di secondo grado, rendendo definitive le condanne a 11 anni di reclusione nei confronti di Francesco e Salvatore Crisci, padre e figlio.
La decisione è arrivata dalla Prima Sezione penale della Cassazione. Resta quindi ferma la qualificazione del fatto come omicidio preterintenzionale, stabilita dalla Corte di Assise di Appello di Napoli.
I giudici di secondo grado, nel gennaio 2026, avevano ridotto la pena inflitta ai due imputati, inizialmente condannati a 16 anni di reclusione per omicidio volontario al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Avellino.
Al centro del confronto giudiziario c’era proprio la qualificazione giuridica dell’omicidio. La Procura generale aveva impugnato la decisione d’appello sostenendo una diversa ricostruzione giuridica del fatto. Anche le difese avevano presentato ricorso. Con la pronuncia della Cassazione, però, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e la sentenza d’appello è diventata irrevocabile.
L’omicidio a Baiano
Felice Lippiello perse la vita la sera del 9 febbraio 2024. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e del processo, il 54enne venne raggiunto nei pressi della propria abitazione e aggredito.
Durante l’azione sarebbe stato colpito prima con un bastone e successivamente con un’arma da taglio. Il fendente alla gamba sinistra provocò una grave lesione vascolare che si rivelò fatale.
Lippiello venne soccorso, ma morì durante il trasporto in ospedale.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino e condotte dai carabinieri, consentirono in pochi giorni di concentrare l’attenzione investigativa sui due indagati. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza e gli accertamenti effettuati sui contatti telefonici.
Tre gradi di giudizio
Il procedimento ha attraversato tutti e tre i gradi di giudizio. In primo grado era arrivata la condanna a 16 anni per omicidio volontario. In Appello, invece, il fatto era stato riqualificato come omicidio preterintenzionale, con la conseguente riduzione della pena a 11 anni.
Una decisione contestata davanti alla Suprema Corte. La Cassazione ha ora messo il punto finale alla vicenda processuale, confermando di fatto l’impianto della sentenza pronunciata in secondo grado.
Per Francesco e Salvatore Crisci diventano dunque definitive le condanne a 11 anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale di Felice Lippiello.
A più di due anni dall’omicidio che scosse Baiano e l’intero Mandamento, il procedimento giudiziario arriva così alla sua conclusione definitiva