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di Saverio Bellofatto
C’è un filo sottile, ma tenace, che lega l’oggetto dimenticato all’opera d’arte. È su quel filo che cammina, con grazia e ironia, Stefy Fantastique. Figlia d’arte – figlia del Maestro Fernando Masi, motivo per cui per rispetto e pudore non ha mai voluto cimentarsi nella pittura – Stefy ha costruito un percorso di tutto rispetto, lontano dai clamori ma dentro la storia vera dell’arte applicata italiana. Maestra incisore al Centro d’Arte Sala di Modena, aiuto scenografa RAI in programmi che hanno segnato l’immaginario collettivo: Indietro Tutta di Renzo Arbore, Pronto Raffaella con la mitica Raffaella Carrà, con Enrica Bonaccorti, fino al set de L’Isola del tesoro con Anthony Quinn. Diplomata all’Istituto d’Arte come ceramista, conosce la materia, la forma, il mestiere. Negli ultimi anni la sua ricerca ha trovato una sintesi felicissima: il decoro e il recupero poetico di oggetti provenienti dal materiale di scarto. Damigiane, bottiglie, sedie, porte, cartoni. Oggetti dimessi, a fine corsa, che Stefy salva e riporta a una nuova, splendida vita. È qui che la sua pratica incontra, con naturalezza, due rivoluzioni del Novecento. Da un lato il Ready-made di Marcel Duchamp: come il padre del concettualismo che con una ruota di bicicletta o un orinatoio (Fountain) ha insegnato che è l’artista a scegliere e a risignificare l’oggetto, così Stefy sceglie una vecchia damigiana e con un gesto pittorico la strappa al suo destino di rifiuto. Dall’altro l’Arte Povera, di cui la sua opera è figlia diretta. Il suo lavoro dialoga con l’intuizione di Michelangelo Pistoletto e delle sue superfici specchianti che inglobano lo scarto, con i sacchi di juta di Alberto Burri, con il carbone e le fiamme di Jannis Kounellis, con gli igloo di Mario Merz. Come per Piero Manzoni o per Arman, l’oggetto quotidiano diventa reliquia laica, carica di nuova energia estetica. Ma in Stefy non c’è mai la cupezza teorica. C’è il Fantastique del suo nome d’arte: colore, favola, leggerezza. Una damigiana diventa totem mediterraneo, una sedia sgangherata diventa trono, un cartone diventa arazzo. Un ‘arte sostenibile prima che la sostenibilità diventasse una moda. Un’arte che insegna che nulla finisce davvero, tutto si trasforma. Potrete incontrarla e lasciarvi incantare dalle sue realizzazioni a Percorsi d’Arte, la rassegna promossa dalla Pro Loco Baiano e da La Piccola Cometa nell’ambito della Festa della Nocciola, dall’11 al 13 settembre 2026 al Teatro Colosseo di Baiano.


