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I colori del nostro gonfalone di Sant’Andrea Apostolo non sono un semplice vezzo estetico: essi richiamano fedelmente i colori della tunica del Santo Simulacro miracoloso del nostro Patrono. Sono i colori che hanno accompagnato generazioni di sirignanesi, il simbolo vivo di una fede antica, di una devozione che si tramanda di padre in figlio e che racchiude in sé l’essenza stessa della nostra comunità. Il gonfalone è il custode della nostra identità, è la voce del nostro passato che chiede, ancora oggi, di essere onorata e rappresentata con la dignità che le spetta in ogni occasione solenne.
Per la tutela e la dignità delle nostre tradizioni: un appello per l’inclusione e il rispetto della storia di Sirignano
Attraverso i video e le fotografie pubblicate nel corso del mese di luglio in occasione della festa patronale di Maria Santissima delle Grazie, e successivamente nei recenti festeggiamenti per la festa patronale di Santo Stefano, una circostanza è apparsa evidente a molti: l’assenza costante di questo simbolo fondamentale, la bandiera e il gonfalone di Sant’Andrea, che rappresenta la comunità di Sirignano.
Le tradizioni dei nostri paesi, le processioni e i momenti di condivisione intercomunale hanno valore e forza solo se ogni comunità è pienamente rappresentata nella sua storia e nei suoi simboli identitari. Quando un simbolo così carico di significato storico e spirituale viene omesso, è un pezzo della nostra storia collettiva che viene messo in ombra.
Di fronte a questa ripetuta assenza, e dopo aver cercato risposte e chiarimenti istituzionali presso i referenti e i comitati preposti — ricevendo purtroppo risposte elusive o il silenzio —, questo intervento non nasce per aprire la porta a chi non ha mostrato rispetto per un’istanza legittima, ma si apre al dialogo per trovare una soluzione degna. L’obiettivo è l’inclusione dei nostri valori autentici, che sono l’essenza stessa della nostra storia e della nostra cultura.
È ormai chiaro che sia ora di compiere un passo in avanti fondamentale: estendere e adottare uno statuto formale per questa manifestazione, proprio come fanno i comitati dei battenti e delle paranze presenti sul nostro territorio, e sul modello dell’accordo per l’Unione per la città del Baianese. Questo non significa assolutamente fondere o snaturare i sei paesi, ma creare una struttura solida e condivisa per fare fronte tutti insieme ai problemi e alla valorizzazione della nostra terra, rispettando le prerogative di ciascuno.
Allo stesso modo, se un comitato festa dovesse trovarsi in difficoltà numeriche o a corto di personale per garantire la presenza dei propri stendardi nelle manifestazioni, si possono trovare soluzioni alternative e decorose, affidando ad esempio la cura di questi momenti al volontariato organizzato già presente sul territorio (come la Protezione Civile o altre realtà associative), affinché nessun paese venga mai lasciato indietro.
Io sono per costruire e non per demolire, sempre e solo per il bene della nostra amata Sirignano. Questo appello nasce dall’amore per le nostre radici e dal desiderio che le manifestazioni religiose e patronali del territorio tornino ad essere un momento di vera unione paritaria, dove la storia, i colori e la voce di Sirignano abbiano sempre la dignità, il rispetto e la visibilità che meritano.
Maicol Acierno