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Quello che per anni è stato considerato un espediente per risparmiare sull’assicurazione auto è ormai diventato un caso internazionale. In Polonia, infatti, istituzioni e compagnie assicurative hanno acceso i riflettori sul fenomeno delle targhe polacche utilizzate da migliaia di automobilisti italiani, soprattutto a Napoli, per aggirare gli elevati costi delle polizze Rc Auto.
Il sistema, noto in Polonia come proceder włoski (“la pratica italiana”), consiste nell’immatricolare auto e moto nel Paese dell’Est Europa per poter usufruire di assicurazioni molto più economiche rispetto a quelle italiane. In alcuni casi, il veicolo viene realmente trasferito e reimmatricolato in Polonia per poi essere concesso in noleggio a lungo termine al proprietario italiano; in altri, invece, secondo quanto emerso, verrebbero utilizzate procedure irregolari con documentazione falsa o incompleta.
I numeri raccontano la portata del fenomeno. Secondo i dati dell’ACI, solo nel 2025 in provincia di Napoli sono state registrate 14.066 iscrizioni al Registro dei Veicoli Esteri (REVE), quasi tutte riconducibili a veicoli con targa polacca. Il capoluogo partenopeo domina nettamente la classifica nazionale, seguito da Caserta (962), Milano (625), Roma (571), Torino (466), Salerno (355), Como (300), Treviso (258), Brescia (247), Padova (244), Varese (242), Verona (211), Reggio Calabria (207), Bologna (193), Vicenza (184), Firenze (181), Monza Brianza (161), Rimini (156), Bergamo (155) e Trieste (138). Un divario che conferma come il fenomeno sia concentrato soprattutto nell’area napoletana.
La questione è diventata particolarmente delicata dopo il forte aumento degli incidenti provocati da veicoli immatricolati in Polonia ma privi di una reale copertura assicurativa. Il fondo di garanzia polacco ha visto crescere in modo significativo gli indennizzi da pagare, passando da circa 1,5 milioni di euro nel 2024 a oltre 4 milioni di euro nel 2025.
Per questo motivo il governo di Varsavia sta valutando nuove misure per contrastare il fenomeno. Tra le ipotesi c’è l’obbligo di documentare con fotografie le revisioni dei veicoli effettuate in Polonia, così da verificare che i mezzi si trovino realmente nel Paese e impedire certificazioni rilasciate senza controlli effettivi.
Intanto, secondo alcune ricostruzioni, mentre in Polonia aumentano i controlli, a Napoli starebbero comparendo sempre più frequentemente veicoli con targhe della Repubblica Ceca (CZ) e della Bulgaria (BG), segnale che il fenomeno potrebbe semplicemente spostarsi verso altri Paesi europei.
Una vicenda che mette in luce il difficile equilibrio tra il tentativo di risparmiare sui costi delle assicurazioni e la necessità di garantire il rispetto delle regole e la tutela di tutti gli utenti della strada.