
![]()
Si è concluso dinanzi al Tribunale di Avellino il procedimento penale relativo alla vicenda dell’allargamento della strada vicinale “via Schiava”, intervento risalente al 2018 che aveva coinvolto amministratori pubblici, tecnici comunali e alcuni proprietari terrieri.
Tra gli imputati figuravano l’ex sindaco Domenico Biancardi e il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale (UTC) Pasquale Maiella. Secondo l’impostazione accusatoria, l’amministrazione comunale avrebbe invitato diversi proprietari a cedere volontariamente porzioni dei propri terreni per consentire l’ampliamento della strada. Tuttavia, l’opera ricadeva nella fascia di rispetto del torrente Gaudio e sarebbe stata realizzata in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Al termine di un’istruttoria lunga e articolata, il Tribunale ha dichiarato la prescrizione dei reati contestati nei confronti dell’ex sindaco, del dirigente dell’UTC e degli altri proprietari coinvolti, ponendo così fine al procedimento sotto il profilo penale senza una pronuncia nel merito delle accuse.
Diversa, invece, la posizione di uno degli imputati, imprenditore e proprietario di una cava di pietra calcarea situata in località Pianzano, chiamato a rispondere del reato di violazione di sigilli. In questo caso, la difesa, rappresentata dagli avvocati penalisti Pasquale Gatta e Rosario Maglio, è riuscita a dimostrare l’estraneità dell’imprenditore ai fatti contestati.
Il Tribunale ha quindi pronunciato sentenza di assoluzione, riconoscendo l’insussistenza della responsabilità penale dell’imputato.
La vicenda giudiziaria si chiude dunque con un esito differenziato: da un lato la prescrizione per i principali protagonisti istituzionali, dall’altro l’assoluzione piena per l’imprenditore, che esce definitivamente estraneo alla contestazione di violazione dei sigilli.