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Avellino – Divieto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici della città. È quanto stabilisce l’ordinanza urgente emanata dal Comune di Avellino, sulla scia dell’allarme lanciato dalla Regione Campania per l’aumento dei casi di epatite A registrati dall’inizio del 2026.
Il provvedimento arriva dopo il comunicato regionale del 19 marzo, che ha disposto un rafforzamento dei controlli lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle attività di prevenzione sanitaria. A supporto dell’iniziativa, i dati epidemiologici raccolti dall’ASL di Avellino evidenziano un incremento delle segnalazioni sul territorio provinciale, rendendo necessarie misure precauzionali immediate.
Al centro dell’attenzione ci sono cozze, vongole e ostriche consumate crude o poco cotte, considerati tra i principali veicoli di trasmissione del virus dell’epatite A. Si tratta infatti di organismi filtratori che possono accumulare agenti patogeni presenti nelle acque di allevamento, facilitando il contagio per via oro-fecale.
L’ordinanza, adottata ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, impone quindi il divieto assoluto per ristoranti, bar e attività alimentari di servire frutti di mare crudi. Parallelamente, viene rivolto un forte invito alla popolazione a evitare il consumo domestico degli stessi prodotti e a seguire le linee guida diffuse dall’ASL per un acquisto e una preparazione sicuri degli alimenti.
Il Comune ha inoltre disposto il rafforzamento dei controlli da parte degli organi competenti e la trasmissione del provvedimento alla Prefettura, alla Polizia Locale e all’ASL. L’ordinanza resterà in vigore fino a quando non saranno disponibili nuove valutazioni sull’andamento dei contagi.
Una misura preventiva, dunque, che punta a contenere il rischio sanitario e a tutelare la salute pubblica, in attesa di un miglioramento del quadro epidemiologico.