Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorio

Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorio

Grande interesse per il convegno tecnico-scientifico della terza Festa della Feijoa, organizzata dalla Pro Loco Sperone APS. Il professor Edgardo Giordani dell’Università di Firenze e gli esperti collegati dall’Argentina hanno approfondito le potenzialità di un frutto che sta diventando simbolo dell’identità locale.

SPERONE (AV), 1° novembre 2026 – Un piccolo frutto dalle origini sudamericane che nel tempo è riuscito a conquistare un posto speciale nei giardini, nelle tradizioni e nella cultura gastronomica di Sperone. La feijoa è stata protagonista questa mattina del convegno tecnico-scientifico “Alla scoperta della Feijoa: tra ricerca, coltivazione e nuove opportunità”, promosso dalla Pro Loco Sperone APS nell’ambito della terza edizione della Festa della Feijoa, in programma in piazza L. Lauro.

Un appuntamento che ha messo al centro la conoscenza scientifica, la biodiversità e le possibili prospettive economiche di una coltura ancora poco diffusa su scala commerciale, ma capace di suscitare un interesse crescente.

A dare particolare rilievo all’iniziativa è stata la partecipazione del professor Edgardo Giordani, docente associato dell’Università degli Studi di Firenze ed esperto di agricoltura tropicale e subtropicale, insieme a studiosi e conoscitori della feijoa collegati da remoto: Stefania Nin, Diego Chifarelli, Mariano Winograd e Javier Octtinger.

Dalla curiosità alla tradizione: la feijoa diventa parte dell’identità di Sperone

Uno degli aspetti più significativi emersi durante il convegno è stato il particolare rapporto che si è creato nel tempo tra la comunità speronese e questa pianta originaria del Sud America.

Il professor Edgardo Giordani ha richiamato l’attenzione proprio sulla storia della diffusione della feijoa nel territorio, ricordando come tutto sia nato dalla curiosità per un frutto diverso da quelli comunemente consumati.

Un tempo erano sufficienti poche piante presenti nei giardini per attirare l’attenzione degli abitanti, soprattutto dei più giovani, che andavano a raccoglierne qualche frutto, conquistati dal sapore e dal profumo particolari.

Da quella curiosità iniziale è nata una diffusione spontanea, che ha portato la feijoa a essere coltivata in numerosi giardini e spazi familiari.

Una storia che, come evidenziato nel corso dell’incontro, accomuna molte specie botaniche: una pianta arriva in un territorio, incontra il favore delle persone e finisce progressivamente per diventare parte della sua identità.

A Sperone questo processo è particolarmente evidente. La feijoa non è più soltanto un frutto esotico, ma un prodotto che trova spazio anche nelle preparazioni gastronomiche locali, nei dolci e nelle iniziative dedicate alla promozione del territorio.

Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorioEdgardo Giordani: dalla coltivazione domestica a una possibile produzione da reddito

Il professor Giordani ha affrontato anche uno dei temi più importanti per il futuro della feijoa: la possibilità di trasformare una coltivazione prevalentemente familiare in una vera opportunità agricola.

Il passaggio, tuttavia, non è automatico.

Una cosa è coltivare qualche pianta nel proprio giardino, raccoglierne i frutti e consumarli in famiglia; altra cosa è organizzare una produzione capace di garantire continuità, qualità e sostenibilità economica.

Per questo sarà necessario approfondire la conoscenza delle varietà, studiare le tecniche colturali più adatte e valutare le possibilità di commercializzazione.

Un percorso che richiede ricerca e sperimentazione, senza facili entusiasmi ma anche senza escludere prospettive interessanti per il territorio.

La feijoa potrebbe infatti rappresentare, nel tempo, una possibilità di diversificazione per le produzioni agricole locali, soprattutto se accompagnata da un lavoro condiviso tra studiosi, produttori e istituzioni.

Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorioStefania Nin e la “bellezza da gustare”: non soltanto frutti, ma anche fiori commestibili

Particolarmente apprezzato l’intervento di Stefania Nin, collegata da Firenze, che ha proposto un approfondimento sulle qualità ornamentali e botaniche della pianta, attraverso il suggestivo tema “Bellezza da gustare”.

La feijoa, ha spiegato, non deve essere considerata soltanto per i suoi frutti profumati e dal gusto caratteristico, ma anche per la sua bellezza.

Appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, la pianta è sempreverde e presenta foglie eleganti, di colore verde nella pagina superiore e argentato in quella inferiore. Una particolarità che crea piacevoli contrasti cromatici quando il vento muove la chioma.

Ancora più spettacolare è la fioritura, con petali carnosi bianco-rosati e numerosi stami rossi, che conferiscono ai fiori un aspetto particolarmente ornamentale.

Stefania Nin ha evidenziato anche la versatilità della specie, che può essere coltivata come pianta isolata, utilizzata per realizzare siepi oppure allevata come piccolo albero, adattandosi a diversi contesti paesaggistici, compresi i giardini mediterranei e costieri.

Ma la curiosità più sorprendente riguarda proprio i fiori: i petali della feijoa sono commestibili. Dolci, teneri e carnosi, rappresentano una caratteristica insolita e interessante anche dal punto di vista gastronomico.

La relatrice ha inoltre illustrato il particolare meccanismo di impollinazione della specie. I fiori della feijoa non producono nettare e possono attirare alcune specie di uccelli attraverso i loro petali, che vengono consumati dagli animali. Durante questa attività, gli uccelli entrano in contatto con gli stami e possono trasportare il polline da un fiore all’altro, contribuendo alla riproduzione della pianta.

Un esempio affascinante delle relazioni tra mondo vegetale e animale, che rende la feijoa interessante anche sotto il profilo ecologico.

Il collegamento con l’Argentina: un ponte tra continenti

Il convegno ha assunto una dimensione internazionale grazie alla partecipazione da remoto di Mariano Winograd, produttore argentino ed esperto della coltivazione della feijoa, insieme a Diego Chifarelli e Javier Octtinger.

Il confronto con l’Argentina ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’iniziativa, considerando il legame della specie con il continente sudamericano.

La possibilità di mettere in comunicazione le esperienze maturate nei territori d’origine con quelle sviluppate a Sperone apre prospettive interessanti per la conoscenza della pianta, delle sue varietà e delle tecniche di coltivazione.

È proprio attraverso questo dialogo tra ricerca scientifica ed esperienza pratica che possono nascere nuove opportunità per valorizzare una specie ancora poco conosciuta dal grande pubblico.

Non a caso, uno dei messaggi scelti dagli organizzatori per accompagnare la manifestazione è stato “La Feijoa, un frutto che unisce i popoli”, a sottolineare come un prodotto della natura possa diventare occasione di incontro, scambio culturale e collaborazione internazionale.

La Pro Loco Sperone APS punta sulla valorizzazione delle eccellenze locali

La terza Festa della Feijoa conferma l’impegno della Pro Loco Sperone APS nella promozione delle peculiarità del territorio, attraverso iniziative capaci di coniugare tradizione, cultura, gastronomia e approfondimento scientifico.

Il convegno ha rappresentato un momento importante per guardare oltre la semplice degustazione del frutto, ponendo l’attenzione sulle sue caratteristiche botaniche e sulle prospettive che potrebbero aprirsi in futuro.

La valorizzazione della feijoa può diventare anche uno strumento per rafforzare il legame tra comunità e territorio, stimolando l’interesse delle nuove generazioni verso la biodiversità e le produzioni locali.

L’obiettivo è continuare a far conoscere un frutto che, pur arrivando da lontano, ha trovato a Sperone un ambiente favorevole e soprattutto una comunità che ha saputo accoglierlo e farlo diventare parte delle proprie abitudini.

Da semplice curiosità coltivata nei giardini a possibile risorsa per l’agricoltura e la promozione territoriale, la feijoa racconta oggi una storia di passione, identità e nuove prospettive. Una storia che, grazie all’impegno della Pro Loco e al contributo della ricerca scientifica, Sperone vuole continuare a scrivere.

Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorio
Sperone, la feijoa unisce Italia e Argentina: scienza, tradizione e nuove opportunità per il territorio