AVELLA. Halloween e tradizioni, Giuseppe Parisi: «Festa e fede sono momenti diversi»

AVELLA. Halloween e tradizioni, Giuseppe Parisi: «Festa e fede sono momenti diversi»

Nel suo intervento richiama il significato delle antiche usanze legate ai defunti e distingue il divertimento dalle proposte religiose.

Un momento di festa e aggregazione può avere il suo spazio, ma attribuirgli un significato religioso o cristiano rischia di essere fuori luogo. È la posizione espressa da Giuseppe Parisi in un commento dedicato al rapporto tra le celebrazioni di Halloween e le tradizioni legate alla commemorazione dei defunti.

Parisi parte da una domanda sulle usanze del passato: quando i bambini passavano di casa in casa per chiedere fichi, pane o altri alimenti, indossavano travestimenti da diavoli, streghe e fantasmi oppure vestivano normalmente, invitando a compiere un gesto di suffragio per i defunti?

Un interrogativo con cui mette in discussione l’accostamento tra quelle consuetudini e le attuali feste in maschera. Nel suo intervento, tuttavia, non esprime contrarietà verso chi sceglie di partecipare a occasioni di svago: «Se si vuole creare un momento “simpatico” di festa e aggregazione lo si faccia pure».

La riflessione riguarda soprattutto il significato attribuito a queste iniziative. «Dare un senso religioso o cristiano a tutto questo penso sia un po’ fuori luogo», osserva Parisi, aggiungendo che, per vivere un momento di fede, esistono proposte che ritiene più pertinenti.

Il suo commento invita dunque a distinguere le occasioni di divertimento dalle pratiche religiose dedicate al ricordo e alla preghiera per i defunti.