BAIANO. Uno per tre ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

Quando la piccola comunità nel disincanto della corrente vulgata vive il racconto della toponomastica cittadina, leggibile per intero nella mappa cartacea comunale, pur nella fisica assenza di targhe lapidee che diano testimonianza diretta di una significativa parte della sua storia..

            Lo scambievole triplo identikit del comune spazio attraversato da intensa ed operosa frequentazione sociale, impreziosito al centro dalla secolare vasca marmorea con il caratteristico getto d’ acqua nei riverberi del gioco dei colori nelle ore serali. Una bella storia dell’agire comunicativo aperto e di fervide relazioni, generata sul finire dell’ ‘800 dalla Circumvesuviana sui binari della storica tratta Napoli – Nola – Baiano, concorrendo a veicolare – come tutte le infrastrutture che favoriscono la mobilità privata e pubblica-, la modernizzazione e la cultura del dialogo tra le comunità del territorio..

Una vicenda  che, nella sua peculiarità, prosegue in virtù della simbolica trasformazione dell’intero spazio–platea  nell’accogliente Agorà di servizi e funzioni dei nostri giorni, en plein air,  su cui s’innalzano i verdeggianti alti tigli con la splendida  ridondanza della spettacolare bianca e profumata fioritura, tutta da ammirare e godere, tra aprile e giugno..

di Gianni Amodeo – Foto di  Frankie Boccieri

Chiamalo, come gradisci e vuoi. E’ sempre uno nell’essenzialità dell’apparire e trino nel vicendevole richiamarsi dei  toponimi, che, in compendio, lo identificano nella pur esigua e semplice vulgata locale, riflesso dell’onesta e scarna storia della piccola comunità cittadina, ancorata, in larga parte, all’agricoltura dell’ autoconsumo alimentare, diffusa e praticata fino ad oltre mezzo secolo fa,  alla pari di tante altre consimili realtà del Sud, prima dell’avvento dell’ economia dei consumi che non conosce limiti e frontiere. E l’uno corrisponde ai lineamenti, in gran parte sagomati al meglio, in virtù anche della tenuta dei sampietrini dei marciapiedi, che connotano l’idealizzato quadrilatero, disegnato nel centro urbano pulsante di animazione sociale a flusso continuo, ancorché segnato, qua e là, da qualche dissonanza stradale, che non ne altera affatto gli armoniosi profili generali, sia sul piano urbanistico che su quello architettonico.

 Si colloca in questo scenario l’insieme perimetrale, su cui si sviluppano i compatti assi d’edilizia residenziale moderna e ben strutturata, formatasi negli anni scorsi, in virtù della costruzione di un cospicuo patrimonio di palazzi, che, per lo più, dispongono di  due spaziosi livelli–piani abitativi  esposti alla luce solare, in combinazione con gli ampi e accorsati piani terranei destinati ad  attività di vario genere e professionali. E’ l’insieme perimetrale, che sembra far da protezione e scudo al  caratteristico spazio–platea che si slarga in circa sei mila metri quadrati di superficie, in lieve ascesa verso l’antico ed discreto quartiere rr’ ‘O Tuoro.  Ed è  ‘O Tuoro  –  un tempo  popolato dai laboratori di ingegnosi e provetti cestai, ben presenti, fino a mezzo secolo fa, con i loro artigianali manufatti nei  mercati ortofrutticoli di Napoli, Nola e Pagani, per non dire  dei virtuosi boscaioli e mannesi, che, nel giro di tre o quattro mesi, battevano in lungo e in largo, per il loro duro lavoro, le boscose montagne della Piccola e della Grande Sila, in Calabria, e delle dorsali  della Sardegna e  della Corsica -, che se ne sta nel riservato silenzio della consuetudine, ben raccolto in se stesso alle radici dell’ampio panneggio collinare di Gesù e Maria.

 Un  soffice ed uniforme panneggio, che si solleva per gradi fino ai 300 metri sul livello del mare, con poche pieghe ondulate e  pietre di roccia che spuntano qua e là,  su cui campeggia – tra verdeggianti oliveti, non più curati come nel passato e addirittura abbandonati -,  il maestoso e vasto  complesso eremitico, interamente ristrutturato nell’ingegnoso ripristino dell’impianto originario con squadrate bianche pietre, risalente al ‘500 e dedicato alla Madonna del Soccorso, dal quale nelle ore notturne si effonde a valle e nei dintorni la luce generata dai fari del campanile a cuspide della Chiesa, rischiarando, al contempo, l’Eremo nel suo intenso ed esteso candore. E’ la luce, che fraseggia con le luci irradiate, a corona, dai fari dello splendido Mastio dell’imponente Castello – fortezza di Avella, realizzato dai normanni, sul preesistente impianto strutturato dai longobardi. E correvano i secoli racchiusi tra l’Alta e l’iniziale Bassa età medievale..

Si innerva in queste coordinate  lo spazio-platea of Baiano, da cui si dipartono – come per far compiere un immaginario viaggio   a raggiera pluridimensionale -,  strade interne al centro urbano, con prosieguo diretto  verso le articolate e variegate reti viarie che segnano la contigua mini– conurbazione, formata da Avella, Sperone, Sirignano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle. E senza dire dell’accesso alla strada statale della 7–bis, sull’asse Capua– Avellino, lungo la direttrice della storica via Regia, con proiezione verso l’area nolano – vesuviana e l’area salernitana, in parallelo con l’ A–16 della Napoli– Bari.

Così come va pure evidenziato che è davvero cospicuo il numero di coloro che risiedono sul territorio dell’appena citata mini – conurbazione .. e che lavorano a Roma, con viaggi in andata e ritorno che compiono nella stessa giornata, utilizzando  gli eccellenti autoservizi di  società locali in attività da decenni, garantendo comodità e puntualità di orari e, più recentemente con pari efficienza qualitativa, i servizi ferroviari dell’ Alta velocità – Rfi, in esercizio nella mega-stazione di Afragola che si raggiunge in meno di mezz’ora d’auto, poco più o poco meno, per arrivare nell’Urbe nel giro di un’ora e..un quarto appena. Ed è superfluo rilevare che, quelli menzionati, sono soltanto  esigui e minimi dettagli della plurisettoriale rivoluzione .. permanente,in cui si articola la funzionalità tecnica e tecnologica della mobilità pubblica e privata del nostro tempo, rendendo il mondo un semplice e comune Villaggio nell’universo cosmo.. Un punto smarrito nella Galassia, che, tuttavia, riesce ad ospitare e a ..nutrire  poco meno di nove miliardi di esseri umani..

La toponomastica, memoria collettiva  – Storia e moralità

 Ma è bene riprendere il filo dello spazio–platea sotto ..osservazione, assumendo come guida .. la toponomastica ufficiale, quale atto dovuto. E’ la toponomastica, che, nella generale e generalizzata valenza di significato, si fa concisa sintesi e specchio sia dir  eventi con particolare risonanza sociale e culturale, sia  del pensiero e dell’agire di personalità distintesi in vita per conclamati e sostanziali meriti,  lungo gli itinerari della scienza, della tecnologia, del lavoro,  dell’industria, della letteratura come delle arti .. E’ la toponomastica, che  costituisce la testimonianza della memoria collettiva degna d’essere tramandata, con il linguaggio parlante di  ammirevole e civica esemplarità sia per le comunità di città, intese come soggetti collettivi, sia per le cittadine e i cittadini, nella loro attiva e responsabile soggettività personale.  Così concepita ed intesa, la toponomastica, per le piccole come per medie e grandi comunità, non può che essere – anzi deve essere– cristallina sintesi di storia e moralità,  con cui si fissano e ravvivano i valori della giustizia, della  filantropia e dell’umana solidarietà,  contrastando e respingendo tutte le forme praticabili sia degli assolutismi totalizzanti e totalitari, sia delle nefaste e nefande teocrazie. Un modo di essere e di proporsi che non indulge ad espressioni e parole neutre, meno che mai a generiche e sciatte indicazioni burocratiche.

E’ una traccia obbligata da seguire,  quella della toponomastica ufficiale, che in filigrana racconta e testimonia l’essenzialità e le multiformi specificità storicizzate del Dna delle comunità, piccole, medie  o grandi che  siano, ripartendolo, in frammenti, di quartiere in quartiere, tra piazze e strade. Una traccia, che, per lo spazio– platea of Baiano, in formato– quadrilatero, è del tutto irreperibile, in assenza di una regolare  targa lapidea che ne attesti  l’intitolazione, quale che sia. Un’assenza che, tuttavia, non ha mai costituito un..problema per la comunità cittadina e, meno  che meno, per gli stessi ..servizi postali e tutto ciò che vi è  di affine. S’inquadrano in questo profilo i tre loghi identificativi dello spazio –platea of Baiano,  per antonomasia, interscambiabili ..valendo l’uno anche l’ altro. Ed è l’uno che nel linguaggio corrente diventa trino..

 E’ lo scenario, che si può chiamare  – e si chiama- indistintamente ‘O Mercato, ‘ A Ferrovia e..Piazza IV Novembre che, di suo,  ha circolazione minima di conoscenza. E, a sua volta, ecco ‘ O Mercato, che assume in proprio le varianti in chiave di.. abbascio ‘O Mercato, se si vive nei paraggi  rr’ ‘ O Tuoro  e  dalle parti di via Libertà, incrociando la strada statale della 7– bis, o anche arreto ‘ O Mercato, se si risiede.. abbascio  ‘e Vesuni, tra via San Giacomo, via Nicola Litto e via dei Santi Apostoli. Sono varianti che non si ritrovano  pp’ ’A Ferrovia  ch’ è..universale, quale che sia il sito d’osservazione, in cui ci si colloca.

 Di distinta e rilevante portata valoriale è, invece, il logo che si rapporta a Piazza IV Novembre, evocando la fine della prima guerra mondiale, sancita il quattro novembre del 1918, dando concreta attuazione all’armistizio sottoscritto il giorno precedente a Villa Giusti, a Padova, ponendo fine alle ostilità, con cui l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia si consumarono nell’ immane tragedia del conflitto,  scoppiato nel 1914, anche se la partecipazione dell’Italia coincise con il 24 maggio del 1915. Un’evocazione, quella del quattro novembre, che vuole essere – ed è – il monito a costruire la pace, ripudiando la guerra,  precorrendo, per così dire, e restando nell’orbita del Bel Paese, alcuni dei principi fondanti della Carta costituzionale dello Stato repubblicano e democratico italiano..  Ma da quel quattro novembre del 1918 ai nostri giorni, troppo spesso moniti e appelli a costruire la pace, sono stati annullati e sopraffatti dalle guerre, ora diventate ibride e totalizzanti in supertecnologia, portatrici certe di morti, genocidi e distruzione. Come  tutte le guerre.

      Tre loghi, dunque, per rappresentare lo stesso spazio, costituendo, nella loro specifica singolarità, la predominante matrice sia della..Baiano  ferroviaria che..della Baiano mercatale, con importanti e dense storie di funzioni, sociali ed economiche, spesso ignorate o lasciate atrofizzare colpevolmente. Storie da recuperare e rilanciare in pieno, specie quella della Baiano ferroviaria, in funzione  dell’allestimento del doppio – binario, per il prosieguo dell’intera tratta Nola–Napoli. Ma la realizzazione del doppio–binario, che abbrevia e rende veloci i tempi di percorrenza, rendendo economico e vantaggioso l’uso del treno– Agorà viaggiante, interpella anche e soprattutto le amministrazioni comunali interessate per le loro scelte e competenze urbanistiche lungo la stessa tratta. E le prospettive, che si aprono con il nuovo assetto di governance della Circum, con la guida del manager Pietro Diamantini, si profilano di forte caratura operativa.

Occhio, intanto, al collage fotografico, rappresentativo di frammenti del trittico  ‘O  Mercato ..’A  Ferrovia ..Piazza IV Novembre, realizzato da Frankie Boccieri. Di rilievo, con il supporto dell’intelligenza artificiale, la foto della   stazione terminale della Circum. Era  un semplice fabbricato, con tetti spioventi. Correva il 1884.Un autentico reperto d’archivio fotografico.

Oggi gli uffici di stazione sono tecnologici ad alta efficienza per la biglietteria in automatico e quant’altro sia richiesto dagli utenti, incluso il doppio binario e il dormitorio per il personale, con eccellenti servizi informativi. E lo stabile-stazione del 1884  è una ..palazzina di sobria linea architettonica.
BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre

BAIANO. Uno per tre  ‘O Mercato.. ‘A Ferrovia.. Piazza IV Novembre