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Una particolare “visita”, attesa e desiderata, che sarà vissuta con grande partecipazione emotiva.
Mercoledì 21 ottobre 2026 il Pain Control Center Hospice di Solofra accoglierà gioiosamente la statua della Beata Vergine di Fatima, che arriverà alle ore 10.00 presso il centro residenziale per le cure palliative e la terapia del dolore dell’Asl Avellino, i cui servizi sono gestiti dalla Casa di Cura Sant’Anna e dall’azienda Evoter.
La statua della Madonna di Fatima sarà condotta nelle stanze che ospitano i degenti, come testimonianza di speranza, vicinanza e conforto agli ammalati e ai loro familiari. Successivamente, alle ore 11.00, don Bartolomeo De Filippis, assistente spirituale dell’Hospice, celebrerà la Santa Messa presso la Cappella della struttura sanitaria dedicata a Gesù Risorto.
All’Hospice di Solofra spesso si fondono preghiera e devozione, arte e cultura, pertanto in concomitanza dell’iniziativa di carattere religioso sarà anche inaugurata, in collaborazione con il Servizio di Assistenza Spirituale, la suggestiva mostra di opere del professor Gerardo A. Russo dal titolo “Costellazione Mariana: gioie e dolori di Maria di Nazareth”, già esposta nel maggio scorso nella sede dell’Azione Cattolica di Solofra. Si tratta di quattordici tavole, più tre di introduzione e di riflessioni, le quali formano un percorso pittorico-grafico, che a loro volta saranno visibili al piano superiore dell’Hospice, accanto alla Cappella, fino al prossimo 31 ottobre.
“Questo ciclo di quattordici tavole – spiega il professore Russo – nasce dal desiderio di raccontare Maria non solo come figura teologica, ma come presenza interiore, simbolo della coscienza che attraversa il tempo.
Ogni immagine è accompagnata da un testo sacro, un frammento poetico e da una visione grafico-pittorica che fonde il gesto con il pensiero, la linea con il mistero. Maria è segno della tenerezza che regge l’universo: cammina nella luce e nel buio, sorride e piange, si fa grembo, voce, custodia. La mostra – conclude il prestigioso artista – è un invito a meditare con gli occhi, a pregare con lo sguardo e a ritrovare, nell’intimo di ogni scena, una corrispondenza segreta con la nostra umanità ferita e splendente.”