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Intervento dei carabinieri e dei tecnici regionali nell’impianto di via Olivella. Sequestrati anche dieci mezzi tra camion ed escavatori. Denunciato il rappresentante legale della società. Sullo sfondo un’interdittiva antimafia e la revoca delle autorizzazioni.
CASAMARCIANO – Le autorizzazioni erano venute meno, ma nella cava le attività estrattive non si erano fermate. È quanto emerso da un controllo effettuato a Casamarciano, dove un intervento congiunto dei carabinieri e dei funzionari della Regione Campania ha portato al sequestro di una vasta area destinata all’estrazione di materiale calcareo.
Sotto sequestro sono finiti circa 260mila metri quadrati di terreno e dieci mezzi meccanici, tra escavatori e camion impiegati nelle lavorazioni. Per il rappresentante legale dell’impresa che gestiva l’attività è scattata una denuncia.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, con il supporto della Stazione di Tufino e del personale dell’ufficio regionale competente in materia di attività estrattive.
Al centro degli accertamenti, la prosecuzione delle lavorazioni nonostante l’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino e la revoca dell’Autorizzazione unica ambientale da parte del Comune di Casamarciano. Provvedimenti che avevano già compromesso la possibilità per l’impresa di proseguire regolarmente l’attività. 
I controlli e la scoperta delle lavorazioni
L’ispezione ha permesso di verificare direttamente quanto stava accadendo all’interno dell’impianto. Secondo quanto accertato dai militari, l’estrazione del materiale proseguiva malgrado le misure adottate dalle autorità. Una situazione che ha determinato l’intervento sui macchinari e sull’intera superficie interessata dalle attività. Il provvedimento ha riguardato anche i mezzi utilizzati per movimentare e trasportare il materiale estratto, impedendone di fatto l’impiego nell’impianto. Per l’azienda è stata inoltre disposta la revoca dell’autorizzazione estrattiva. 
Una vicenda che riaccende l’attenzione sul territorio
La cava di via Olivella è da tempo al centro dell’attenzione per le questioni legate alla gestione delle attività estrattive. Negli anni, l’impianto è stato oggetto di verifiche amministrative e di provvedimenti riguardanti le condizioni necessarie per proseguire le lavorazioni. La vicinanza alla frazione Schiava ha inoltre alimentato le preoccupazioni di una parte della popolazione, che ha segnalato disagi riconducibili alle polveri, al transito dei mezzi pesanti e alle vibrazioni provocate dalle attività della cava. Il nuovo sequestro riporta quindi in primo piano non soltanto il rispetto delle disposizioni amministrative, ma anche il delicato equilibrio tra attività economiche, tutela dell’ambiente e vivibilità delle aree abitate.
L’intervento si inserisce nell’attività di vigilanza sulle imprese raggiunte da provvedimenti antimafia, finalizzata a verificare che le misure adottate dalle autorità vengano effettivamente rispettate. La Prefettura di Napoli ha sottolineato l’importanza di proseguire i controlli anche dopo l’emissione delle interdittive, attraverso la collaborazione tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e uffici regionali. Un’attività di prevenzione che punta a impedire la prosecuzione di iniziative economiche in assenza dei requisiti previsti e a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato. 
Con i sigilli all’impianto si apre adesso una nuova fase per la cava di Casamarciano. Resteranno da chiarire gli sviluppi dei procedimenti amministrativi e giudiziari e le prospettive di un sito che occupa una superficie particolarmente estesa.Per il territorio, intanto, l’operazione rappresenta un passaggio importante in una vicenda che intreccia questioni ambientali, autorizzazioni e controlli sulla legalità delle attività produttive. Il punto centrale resta uno: garantire che i provvedimenti delle istituzioni trovino concreta applicazione e che le attività estrattive si svolgano esclusivamente nel rispetto delle regole, della sicurezza e della tutela del territorio.