
![]()
Una serata dedicata all’arte, alla fede e alla memoria storica della comunità avellana. L’opera, restaurata dalla ditta Vassallo, è stata restituita al suo antico splendore grazie soprattutto alla generosità dei fedeli.
AV ELLA – Un importante tassello del patrimonio artistico e religioso di Avella torna a risplendere. Questa sera, giovedì 8 ottobre, presso la Chiesa di Santa Marina, conosciuta anche come Collegiata di San Giovanni, è stata presentata alla comunità la tela restaurata raffigurante la “Vergine in gloria e Santi”, realizzata nel 1821 dal pittore Odoardo Fischetti, come testimoniano la firma e la data riportate sulla stessa opera.
Il dipinto, di notevole interesse storico, artistico e devozionale, è stato sottoposto a un accurato intervento di restauro eseguito dalla ditta Vassallo, già protagonista di altri interventi di recupero del patrimonio artistico presente sul territorio avellano.
L’incontro ha rappresentato non soltanto l’occasione per ammirare il risultato del lavoro dei restauratori, ma anche un momento di approfondimento sul significato religioso e culturale di un’opera che racconta, attraverso le immagini dei santi, una parte importante dell’identità della comunità.
Particolarmente interessante è stato l’intervento della dottoressa Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola, che ha accompagnato i presenti in una dettagliata lettura iconografica della tela, soffermandosi sui personaggi raffigurati, sui loro attributi e sul significato della composizione.
Al centro del dipinto domina la Vergine Maria, avvolta in un ampio manto azzurro e circondata da angeli e cherubini, mentre nella parte inferiore si sviluppa una complessa rappresentazione di figure sacre.
Tra queste emerge la presenza di Sant’Erasmo, figura particolarmente cara alla tradizione religiosa avellana. La composizione presenta inoltre altri personaggi riconoscibili attraverso i simboli del martirio, gli abiti e gli oggetti che li accompagnano. Si tratta di un insieme di figure che richiama il culto dei santi e il profondo legame tra la devozione popolare e la storia religiosa del territorio avellano.
La tela, dunque, non rappresenta soltanto un’opera pittorica di pregio, ma costituisce anche una testimonianza della spiritualità e delle tradizioni che hanno accompagnato generazioni di avellani.
Nel corso della serata è intervenuto anche il sindaco Vincenzo Biancardi, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla ditta Vassallo, sottolineando il valore degli interventi di recupero delle opere d’arte custodite nelle chiese cittadine. Un’attività che contribuisce a preservare e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intera collettività.
Particolarmente significativo, infine, l’intervento del parroco don Giuseppe Parisi, che ha voluto mettere in evidenza un aspetto fondamentale dell’intera operazione: il restauro è stato reso possibile grazie alla generosità dei fedeli di Avella.
Le offerte raccolte durante le celebrazioni domenicali e in occasione di battesimi, cresime, prime comunioni e altri momenti della vita parrocchiale vengono infatti amministrate con attenzione, alimentando un fondo che, una volta raggiunta una disponibilità economica adeguata, consente di programmare interventi di conservazione e recupero delle opere d’arte custodite nella chiesa.
Un meccanismo semplice, ma dal grande valore collettivo, attraverso il quale anche una piccola offerta diventa parte di un progetto più ampio.
È proprio questo uno degli aspetti più belli emersi durante la presentazione: il patrimonio artistico della Chiesa non viene conservato soltanto attraverso l’impegno delle istituzioni o dei professionisti, ma anche grazie alla partecipazione concreta di una comunità che continua a riconoscersi nella propria storia.
Ogni restauro rappresenta infatti un investimento nella memoria, un modo per custodire le testimonianze del passato e consegnarle alle nuove generazioni nelle migliori condizioni possibili.
La tela di Odoardo Fischetti, a oltre due secoli dalla sua realizzazione, torna così a raccontare la propria storia, recuperando la sua forza espressiva e il suo valore devozionale.
Una serata che ha dimostrato come arte e fede possano ancora incontrarsi attorno a un obiettivo comune: custodire la bellezza, difendere le proprie radici e tramandare alle generazioni future un patrimonio che appartiene a tutta Avella.














