Il faggio secolare del Partenio sta morendo: salviamo un simbolo della nostra montagna

Il faggio secolare del Partenio sta morendo: salviamo un simbolo della nostra montagna

Nel cuore del Parco Regionale del Partenio, nel territorio di Summonte, c’è un albero che non è soltanto un albero. È un pezzo di storia, un testimone silenzioso della nostra montagna, un patrimonio naturale che appartiene all’intera comunità.

È il faggio secolare di Campo San Giovanni, un esemplare monumentale di Fagus sylvatica che, secondo la scheda dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, ha un’età stimata di circa 200 anni, una circonferenza del fusto di 525 centimetri e si trova a circa 1.020 metri di altitudine, nel territorio comunale di Summonte.

Oggi, purtroppo, questo gigante del Partenio mostra evidenti e preoccupanti segni di deperimento.

Le immagini parlano da sole. La chioma, un tempo folta e vigorosa, appare fortemente compromessa; diversi rami sono ormai spogli e il grande tronco presenta cavità e porzioni deteriorate. Stabilire le cause e soprattutto capire quanto sia ancora possibile fare, però, richiede una valutazione specialistica: non è possibile diagnosticare lo stato di salute di un albero monumentale soltanto osservandolo dall’esterno.

Ed è proprio per questo che occorre agire.

Un appello per il faggio di Campo San Giovanni

L’obiettivo non deve essere quello di intervenire a ogni costo, ma di mettere in campo rapidamente tutte le competenze necessarie per tentare di rallentarne il declino e conservarlo il più a lungo possibile, nel rispetto dell’albero e dell’ecosistema che lo circonda.

Servirebbe un sopralluogo approfondito da parte di agronomi, forestali e arboricoltori specializzati nella gestione degli alberi monumentali, per verificare le condizioni dell’apparato radicale, del tronco e della chioma, individuare eventuali patologie o altri fattori di stress e valutare gli interventi realmente utili e compatibili con la sua età.

Un albero di queste dimensioni e di questa storia non può essere trattato come un albero qualsiasi.

Il faggio di Campo San Giovanni ha attraversato generazioni. Era lì molto prima di noi. Ha visto cambiare il bosco, il pascolo e la montagna; ha offerto ombra e riparo ed è diventato, nel tempo, uno dei simboli naturali del Partenio.

Perdere un esemplare del genere significherebbe perdere qualcosa che non potrà essere ricreato. Possiamo piantare cento nuovi faggi — e sarebbe comunque importante farlo — ma non possiamo piantare oggi un albero di due secoli.

Per questo rivolgiamo un appello al Comune di Summonte, alla Regione Campania, al Parco Regionale del Partenio, agli enti competenti, alle associazioni ambientaliste e al mondo scientifico e forestale: accendiamo i riflettori sul faggio secolare di Campo San Giovanni e verifichiamo, senza perdere tempo, quali azioni possano ancora essere intraprese per proteggerlo.

Non si tratta soltanto di salvare un albero.

Si tratta di avere cura della memoria naturale del nostro territorio.

Il gigante del Partenio sta chiedendo aiuto senza poter parlare. Facciamo in modo che il suo silenzio non diventi indifferenza.

Il faggio secolare del Partenio sta morendo: salviamo un simbolo della nostra montagna