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Alla Cardiologia interventistica dell’ospedale eseguita la ricanalizzazione di un’arteria coronaria completamente occlusa. Una pompa di assistenza ventricolare ha sostenuto il cuore durante la procedura. Decisivo il lavoro di un’équipe multidisciplinare
EBOLI – Un’arteria coronaria completamente chiusa, un precedente bypass non più efficace e un cuore con una capacità di pompa compromessa. Era un quadro clinico ad altissimo rischio quello affrontato dai medici dell’ospedale di Eboli, dove un delicato intervento di cardiologia interventistica è stato portato a termine con successo.
La procedura è stata eseguita nell’unità di Cardiologia Interventistica, diretta dal dottor Michele Capasso. Il paziente presentava una severa sintomatologia anginosa e una occlusione totale cronica dell’arteria interventricolare anteriore, uno dei principali vasi deputati all’apporto di sangue al muscolo cardiaco.
A rendere particolarmente difficile il caso contribuivano una grave vasculopatia sistemica, la ridotta funzione del cuore e il fallimento di un precedente bypass. Condizioni che aumentavano considerevolmente il rischio durante le manovre necessarie per riaprire la coronaria.
Per consentire ai cardiologi di intervenire mantenendo stabile la circolazione, è stata utilizzata una pompa di assistenza ventricolare, introdotta attraverso l’arteria ascellare. Il dispositivo ha avuto il compito di sostenere temporaneamente il lavoro del cuore e garantire la stabilità emodinamica durante le fasi più delicate della procedura.
Una volta assicurato il supporto cardiocircolatorio, l’équipe ha proceduto alla ricanalizzazione della coronaria, riuscendo a ripristinare il flusso sanguigno nel vaso interessato. Un intervento tecnicamente complesso, soprattutto in un paziente con una situazione cardiovascolare già fortemente compromessa.
Determinante è stato il modello dell’Heart Team, con specialisti di diverse discipline chiamati a pianificare e gestire insieme il caso. Hanno lavorato in sinergia cardiologi interventisti, anestesisti, chirurghi vascolari e chirurghi generali, con il contributo di un consulente esperto proveniente dall’Humanitas di Milano.
Il risultato rappresenta un passaggio significativo per la capacità dell’ospedale di Eboli di affrontare anche pazienti cardiovascolari ad elevata complessità, attraverso tecnologie avanzate e un’organizzazione multidisciplinare. Per il paziente, soprattutto, significa aver superato una procedura ad alto rischio e aver ottenuto una nuova possibilità terapeutica contro una condizione cardiaca fortemente debilitante. 
