Avellino, 27 voti per i bambini di Gaza: il Consiglio comunale dice sì al Nobel per la Pace

Avellino, 27 voti per i bambini di Gaza: il Consiglio comunale dice sì al Nobel per la Pace

L’Aula approva all’unanimità la proposta della consigliera Barbara Gaita a sostegno della candidatura al Premio Nobel per la Pace 2026. Al termine della votazione scatta l’applauso: «I bambini non fanno parte di una guerra, sono vittime innocenti»

AVELLINO – Ventisette presenti, ventisette voti favorevoli. Nessun contrario e nessun astenuto.

Il Consiglio comunale di Avellino ha approvato all’unanimità la proposta a sostegno della candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2026. Al momento della proclamazione del risultato da parte del presidente dell’Aula, Nicola Giordano, dai banchi del Consiglio è partito un applauso.

A portare la proposta in Aula è stata la consigliera del Partito Democratico Barbara Gaita. L’iniziativa si inserisce nell’appello lanciato dal filosofo Eugenio Mazzarella e sostenuto anche dal quotidiano Avvenire.

Nel corso della relazione, Gaita ha chiarito il significato della scelta: non schierare il Comune contro un popolo o a favore di un altro, ma mettere al centro i più piccoli e riaffermare, attraverso un atto istituzionale, il valore della pace.

«I bambini non fanno parte di una guerra, ma sono sempre più vittime innocenti».

È questo il messaggio attorno al quale si è ritrovato l’intero Consiglio comunale. Il punto di partenza è la tragedia di Gaza, ma il principio espresso dall’Aula guarda a tutti i bambini coinvolti nei conflitti, indipendentemente dal Paese in cui sono nati.

Su questo tema, almeno per una volta, le appartenenze politiche non hanno diviso l’assemblea: tutti i 27 consiglieri presenti hanno votato a favore.

Soddisfazione è stata espressa anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonio Aquino, che ha ricordato come già nella precedente consiliatura, durante l’amministrazione guidata da Laura Nargi, il Consiglio comunale avesse approvato all’unanimità una deliberazione per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Sara Iannaccone, Francesco Iandolo e Amalio Santoro, che hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e del messaggio che parte dal capoluogo irpino.

Naturalmente, la deliberazione del Consiglio comunale non assegna il Premio Nobel: rappresenta un atto di sostegno alla candidatura e, soprattutto, una presa di posizione istituzionale dal forte valore simbolico.

Avellino ha scelto di farlo senza divisioni. In un’Aula abituata al confronto tra maggioranza e opposizione, questa volta tutti hanno trovato lo stesso pulsante da premere.

Ventisette volte sì. E poi un applauso.