Baiano, Festa della Nocciola: oltre la sagra, un rito collettivo di comunità

Baiano, Festa della Nocciola: oltre la sagra, un rito collettivo di comunità

di Saverio Bellofatto

Si è conclusa ieri la 32ª edizione della Festa della Nocciola di Baiano, evento di punta della Pro Loco Baiano che anche quest’anno ha bissato il successo di pubblico delle precedenti edizioni. Ma ridurre la Festa della Nocciola a semplice sagra sarebbe un errore. Come ci insegnano gli antropologi, le feste popolari non sono solo eventi: sono riti di comunità. Sono il momento in cui un paese si ferma, si guarda allo specchio e rinnova il suo patto sociale. Sono, come diceva De Martino, il presidio contro la crisi della presenza. A Baiano questo è avvenuto ancora una volta. Il vero successo è dietro le quinte. C’è un lavoro enorme, silenzioso e generoso dei volontari della Pro Loco Baiano, ed è proprio a loro che va l’applauso più grande e un riconoscimento speciale. Il cuore di questa visione è il patto intergenerazionale. Accanto al cospicuo gruppo di adulti, oltre cento bambini e ragazzi, per la maggior parte alunni dell’IC Giovanni XXIII – Parini di Baiano. Un progetto lungimirante condiviso  dal Dirigente Scolastico Prof. Pasquale Napolitano, che da alcuni anni premia i partecipanti riconoscendo un credito formativo in curriculum, certificato dal rilascio da parte della  Pro Loco di un attestato di partecipazione e di servizio di accoglienza agli ospiti. Non è solo volontariato. È educazione alla gentilezza, all’accoglienza, al senso di comunità e condivisione. È la costruzione consapevole dei futuri organizzatori, di chi dovrà raccogliere il testimone. È proprio questo connubio tra memoria e futuro che rende la festa baianese “bella”. Non bella solo da vedere, ma bella perché buona. Sul piano della festa, poi, la tradizione ha incontrato la qualità. Le eccellenze gastronomiche, tra le quali l’ormai famoso fusillo al pesto di nocciola, la cornice di stand dei prodotti tipici locali e di altre località, l’artigianato artistico e gli stand solidali. La musica coinvolgente dai due palchi, la pista da ballo animata come sempre dai maestri Liana D’Avanzo e Mario Candela, e per i giovanissimi i valenti DJ che per tre sere hanno fatto ballare e divertire centinaia di ragazzi. Ma la Festa della Nocciola di Baiano, da alcuni anni, è anche e soprattutto cultura. Nel Teatro Colosseo, con la regia dell’Associazione La Piccola Cometa di Alessia Bellofatto, otto artisti hanno tributato con le loro opere il maestro del colore Fernando Masi, del quale sono state esposte alcune opere storiche dedicate alla Festa del Maio, l’altro grande rito arboreo di Baiano. Un ponte ideale tra due feste, due anime dello stesso albero. Un focus di grande intensità è stato la presentazione del libro di Antonio Vecchione “Baiano: un tempo che resta”, che ha portato al centro dell’evento frammenti fotografici e narrativi della Baiano del ‘900. Un’operazione di memoria necessaria, perché una comunità senza memoria non ha futuro. Alla presentazione, introdotta e moderata dalla brillante Giusy De Laurentiis e con l’accoglienza del Sindaco Enrico Montanaro, sono intervenuti lo storico Pasquale Colucci, il Presidente dell’UNPLI Campania Luigi Barbato, Giuseppe Silvestri Presidente UNPLI Avellino e la poetessa Paola Miele. La Festa della Nocciola conferma così la sua natura più vera: non una vetrina, ma una casa. Una casa aperta dove la nocciola è il pretesto, e la comunità è il senso.

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