Il Giro della Campania torna dopo 25 anni: Brusciano ricorda Antonio D’Amore, il ciclista che sfidò i grandi

Il Giro della Campania torna dopo 25 anni: Brusciano ricorda Antonio D’Amore, il ciclista che sfidò i grandi

BRUSCIANO (NA) – Dopo venticinque anni di assenza, il Giro della Campania torna sulle strade della regione e riporta alla memoria una lunga storia fatta di ciclismo, campioni e imprese sportive. L’appuntamento è fissato per domenica 20 settembre 2026, con partenza dalla Reggia di Caserta e arrivo a Piazza del Plebiscito a Napoli.

Il ritorno della storica competizione diventa anche l’occasione, a Brusciano, per ricordare Antonio D’Amore, protagonista del ciclismo campano e nazionale tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento.

L’iniziativa del Giro, approvata dalla Regione Campania attraverso l’Assessorato allo Sport, punta a coniugare competizione sportiva e promozione del territorio, valorizzandone il patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Alla realizzazione collaborano, tra gli altri, gli enti locali interessati dal percorso, la Federazione Ciclistica Italiana, la Lega del Ciclismo Professionistico e l’Esercito Italiano.

Una corsa con oltre un secolo di storia

Il Giro della Campania affonda le proprie radici nel 1911 e nel corso del Novecento ha visto confrontarsi sulle strade della regione alcuni dei nomi più importanti del ciclismo italiano.

Una testimonianza particolarmente significativa arriva dall’edizione del 6 aprile 1955, alla quale parteciparono 112 corridori, tra cui Aldo Moser, Giancarlo Astrua, Giuseppe Minardi, Fiorenzo Magni, Adolfo Grosso e soprattutto Fausto Coppi, che conquistò il successo sul traguardo dell’Arenaccia bissando la vittoria ottenuta l’anno precedente.

L’ultima edizione si disputò nel 2001. Il ritorno del 2026 riaccende quindi una tradizione sportiva rimasta ferma per un quarto di secolo.

Antonio D’Amore, l’orgoglio ciclistico di Brusciano

Dentro questa storia trova spazio anche il nome di Antonio D’Amore, nato a Brusciano il 13 dicembre 1913 e scomparso il 17 novembre 1999.

Conosciuto con il soprannome di “’O Turc”, D’Amore fu un atleta particolarmente apprezzato dal pubblico locale per forza, tenacia e temperamento. La sua attività agonistica si sviluppò soprattutto tra il 1936 e il 1950, attraversando un periodo nel quale il ciclismo era uno degli sport più seguiti dagli italiani.

Dopo gli anni da indipendente, nel 1946 corse con la Vasta Napoli, quindi nel 1947 e 1948 con l’US Lepori Casoria, per passare successivamente alla Olmo, con cui concluse la propria carriera agonistica nel 1950.

La memoria popolare bruscianese ha tramandato anche racconti legati ai suoi confronti con i grandi campioni dell’epoca, a testimonianza della considerazione conquistata da D’Amore sulle strade.

I risultati al Giro della Campania

Proprio nel Giro della Campania il corridore di Brusciano riuscì a ottenere risultati di rilievo.

Nel 1945 concluse al nono posto l’edizione vinta da Gino Bartali. Ancora più importante fu la prestazione del 1950, quando D’Amore conquistò il quarto posto, alle spalle del vincitore Luciano Giancola, di Enrico Pizzingrilli e Arcangelo Bove.

Un risultato che resta tra le pagine più significative della sua carriera.

Il suo palmarès comprende numerosi successi ottenuti soprattutto nel Mezzogiorno. Tra questi figurano la Coppa Grumese del 1937, il Circuito Città di Avellino del 1942, la Coppa Arturo Lepori del 1945, il Circuito di Tuoro e la Coppa Caivano nel 1946, il Circuito di Secondigliano nel 1947, la Coppa Parmentola nel 1948 e il Giro della Valle del Crati nel 1949.

Risultati che restituiscono il profilo di un corridore capace di lasciare un segno importante nel ciclismo campano dell’epoca.

Una memoria sportiva da tramandare

A riportare l’attenzione sulla figura di Antonio D’Amore è il sociologo e giornalista Antonio Castaldo, da anni impegnato nel recupero e nella divulgazione delle storie e dei personaggi legati alla comunità di Brusciano.

Il ricordo di D’Amore si inserisce in una tradizione ciclistica locale che comprende anche un altro nome caro alla comunità, quello di Crescenzo D’Amore, campione mondiale giovanile nel 1997 a San Sebastián e prematuramente scomparso.

Il ritorno del Giro della Campania, dunque, non rappresenta soltanto la rinascita di una competizione. È anche l’occasione per riannodare i fili della memoria e ricordare gli uomini che, in epoche diverse, hanno portato il nome delle proprie comunità sulle strade del grande ciclismo.

E tra questi, nella storia sportiva di Brusciano, un posto particolare continua ad appartenere ad Antonio D’Amore, “’O Turc”, il corridore che seppe confrontarsi con una generazione di autentici giganti della bicicletta.

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