Napoli, cerchi marito? A Materdei c’era il “bacio al pesce” di San Raffaele

Napoli, cerchi marito? A Materdei c’era il “bacio al pesce” di San Raffaele

di Francesco Piccolo

Una delle tradizioni più curiose della Napoli popolare: le ragazze da marito e le donne che desideravano figli baciavano il pesce legato alla figura dell’Arcangelo. Da qui il detto: «Va’ a vasà ’o pesce ’e San Rafèle»

NAPOLI – Altro che app di incontri, algoritmi e appuntamenti organizzati con un messaggio. Una volta, a Napoli, quando il marito tardava ad arrivare, la tradizione popolare suggeriva una strada decisamente più originale: andare a Materdei e baciare il pesce di San Raffaele.

Nella chiesa dedicata all’Arcangelo Raffaele e a Santa Margherita da Cortona si conserva infatti un gruppo devozionale nel quale compare anche Tobia con il pesce. Proprio attorno a quella figura nacque un rito che per generazioni coinvolse soprattutto fanciulle desiderose di sposarsi e donne che speravano nella maternità.

Da qui uno dei detti più maliziosi e insieme più genuinamente napoletani:

«Va’ a vasà ’o pesce ’e San Rafèle».

Dietro il sorriso, però, c’è una storia biblica. Nel Libro di Tobia, l’Arcangelo Raffaele accompagna il giovane Tobia nel suo viaggio. Un pesce diventa elemento decisivo della vicenda che condurrà anche alle nozze tra Tobia e Sara. È da questo racconto che nasce il legame con il matrimonio e, attraverso la tradizione popolare, con la fecondità.

Ma siamo a Napoli. E Napoli, si sa, riesce spesso a mettere nello stesso racconto fede, superstizione, ironia e doppio senso.

Così il pesce, antico simbolo cristiano e popolarmente associato alla fertilità, diventò oggetto del famoso bacio. E il termine napoletano “pesce”, con il suo evidente doppio significato, fece tutto il resto.

La consuetudine era particolarmente legata alla festa di San Raffaele e divenne tanto conosciuta da trasformarsi in un vero modo di dire, pronunciato tra il serio e il faceto alle giovani ancora in cerca dell’uomo giusto.

È una piccola storia, ma racconta una Napoli enorme.

Quella dove una vicenda della Bibbia può attraversare i secoli, entrare in un quartiere, diventare devozione popolare e infine trasformarsi in un proverbio che fa ancora sorridere.

Oggi ci sono Tinder, i social e gli algoritmi.

Una volta, a Napoli, per trovare marito potevano bastare San Raffaele, un’antica tradizione e nu poco ’e fede.                                                                                                                                        Napoli, cerchi marito? A Materdei c’era il “bacio al pesce” di San Raffaele