BRUSCIANO. Il ricordo di San Massimiliano Maria Kolbe, martire di Auschwitz: le riflessioni di don Salvatore Purcaro e Antonio Castaldo

BRUSCIANO. Il ricordo di San Massimiliano Maria Kolbe, martire di Auschwitz: le riflessioni di don Salvatore Purcaro e Antonio Castaldo

BRUSCIANO (NA) – Oggi, 14 agosto 2026, la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica di San Massimiliano Maria Kolbe, il frate francescano che nel campo di concentramento di Auschwitz offrì la propria vita per salvare quella di un altro prigioniero. A Brusciano la ricorrenza viene ricordata attraverso le riflessioni del parroco don Salvatore Purcaro e del sociologo e giornalista Antonio Castaldo.

Massimiliano Maria Kolbe nacque il 7 gennaio 1894 a Zduńska Wola, nell’attuale Polonia, con il nome di Raimondo. Nel 1907 entrò nella scuola dei Francescani a Leopoli e nel 1910 nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, assumendo il nome di Massimiliano Maria.

Dopo il periodo trascorso a Cracovia, proseguì gli studi a Roma, dove si dedicò alla filosofia e alla teologia. Il 17 ottobre 1917 fondò la Milizia dell’Immacolata e il 28 aprile 1918 fu ordinato sacerdote.

Negli anni successivi diede vita a importanti iniziative di apostolato e comunicazione. Nel 1921 fondò il periodico “Il Cavaliere dell’Immacolata” e successivamente contribuì alla nascita di Niepokalanów, la “Città dell’Immacolata”. La sua attività missionaria lo portò anche in Giappone.

Il sacrificio ad Auschwitz

La vita di padre Kolbe fu tragicamente interrotta durante la Seconda guerra mondiale.

Deportato ad Auschwitz, dove gli venne assegnato il numero di prigioniero 16670, nel 1941 si offrì di prendere il posto di Franciszek Gajowniczek, uno dei detenuti condannati a morire di fame come rappresaglia dopo la fuga di un prigioniero.

Kolbe venne rinchiuso insieme agli altri condannati nel bunker della fame. Dopo giorni di privazioni, ancora in vita, venne ucciso con un’iniezione letale il 14 agosto 1941.

La Chiesa cattolica lo proclamò santo il 10 ottobre 1982, durante il pontificato di Giovanni Paolo II.

Don Salvatore Purcaro: «Prete fino in fondo»

A ricordare la figura del santo è anche il parroco di Brusciano, don Salvatore Purcaro, che attraverso la propria pagina social ha ripercorso gli ultimi giorni del francescano ad Auschwitz.

Il sacerdote ricorda il momento nel quale Gajowniczek, scelto per essere condannato, implorò pietà pensando alla propria famiglia. Fu allora che padre Kolbe fece un passo avanti e chiese di prendere il suo posto.

«Pazzo? Eroe? Incosciente? Smanioso di protagonismo? No, PRETE fino in fondo!», scrive don Salvatore.

Per il parroco, quel gesto rappresenta la manifestazione più profonda di una vocazione vissuta fino alle estreme conseguenze: «Siamo preti e abbiamo scelto di offrire la nostra vita per la salvezza dell’uomo».

Don Purcaro ricorda quindi i giorni trascorsi da Kolbe nel bunker e la sua morte, sottolineando come del santo non siano rimaste reliquie corporee dopo la cremazione e la dispersione delle ceneri.

Resta però, osserva il sacerdote, una testimonianza da custodire: quella di chi, davanti alla possibilità di salvarsi, scelse consapevolmente di offrire la propria vita per un altro uomo.

Antonio Castaldo e il ricordo della visita ad Auschwitz

Alla memoria di San Massimiliano Kolbe si unisce quella personale del sociologo e giornalista Antonio Castaldo, che nel gennaio 2013 visitò i campi di Auschwitz-Birkenau.

Castaldo ricorda in particolare la sosta in preghiera davanti all’ingresso della cella sotterranea del Blocco 11, a pochi metri dal muro delle fucilazioni di Auschwitz.

Da quell’esperienza nacque il “Reportage da Auschwitz”, testimonianza documentale successivamente presentata, il 24 gennaio 2014, presso la scuola elementare Dante Alighieri di via Marconi a Brusciano, insieme alla Pro Loco locale allora presieduta da Sebastiano Piccolo.

All’iniziativa parteciparono rappresentanti delle istituzioni, della scuola e della comunità religiosa del territorio.

Le iniziative di Brusciano per non dimenticare

Il percorso della memoria è proseguito negli anni.

Il 27 gennaio 2020, presso la Chiesa Santa Maria delle Grazie, la Comunità Interparrocchiale di Brusciano promosse l’incontro “La Bellezza oltre il filo spinato”.

Particolarmente significativa fu la testimonianza di Mario De Simone, fratello del piccolo Sergio De Simone, bambino napoletano vittima della Shoah.

La manifestazione coinvolse inoltre artisti, musicisti, educatori e rappresentanti della comunità locale, mentre nella vicina Chiesetta della Pietà vennero esposti il “Reportage da Auschwitz” di Castaldo e i lavori realizzati dai ragazzi dell’Azione Cattolica.

Il ricordo è proseguito anche attraverso le iniziative organizzate in occasione della Giornata della Memoria dall’associazionismo locale.

Una testimonianza che attraversa le generazioni

A 85 anni dalla morte di San Massimiliano Maria Kolbe, la sua scelta continua a rappresentare una delle testimonianze più forti provenienti dall’orrore dei campi di concentramento nazisti.

La sua storia racconta come, persino in un luogo costruito per cancellare dignità e umanità, un uomo poté scegliere liberamente di sacrificare se stesso per salvare un’altra persona.

Ed è proprio questa memoria che, anche a Brusciano, continua a essere tramandata alle nuove generazioni: ricordare non soltanto l’orrore della Shoah, ma anche coloro che, dentro quell’orrore, seppero difendere fino all’ultimo la dignità dell’essere umano.

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