Flumeri, ieri 8 agosto ’26 l’alzata del nuovo “Giglio“ di grano.

Flumeri, ieri 8 agosto ’26 l’alzata del nuovo “Giglio“ di grano.

Ieri pomeriggio 8 agosto ’26, al grido del popolare Gerado Caggiano “ guagliù aizate “ , è iniziata l’alzata della nuova struttura portante del “ Giglio “ di grano, protrattasi tra il serio e il faceto, fino alle ore 22.30, davanti a una numerosa folla di spettatori. Una tradizione, che si rinnova ogni anno, in onore di San Rocco, a cui molta parte della popolazione è devota, e lo dimostra, la quasi prevalenza dei nomi  “ Rocco “, all’anagrafe comunale.

Però, è sintomatico il fatto che Flumeri, dal punto di vista politico si divide in guelfi e ghibellini, poi ci si ritrovi ogni anno uniti, sia l’otto agosto per l’alzata del Giglio, e sia per il sedici di agosto per la festa dedicata a San Rocco quando le autorità religiose e la confraternita portano in processione solenne, in giro per il paese la statua del Santo. Questi due avvenimenti, oltre ai flumeresi richiamano, anche altra gente provenienti dai paesi del circondario, e fanno vivere la comunità.

Ritornando all’alzata della struttura portante del Giglio, si tratta in realtà di una struttura ex novo in legno, realizzata ( come la precedente ) su progetto dell’Ing. Marcello Lanza, che ha redatto anche il piano di sicurezza, come previsto dalla legge.

La struttura, una volta alzata, sarà rivestita ai vari livelli, con pannelli di grano intrecciato, fatto da ragazze e ragazzi, che si contenteranno il 16 agosto, dopo la traslazione del Giglio, dal luogo di esecuzione, fino al centro storico di Flumeri, il palio per la migliore raffigurazione dei pannelli realizzati.

La serata, a nostro avviso perfetta dal punto vista climatico, ha peccato dal punto di vista della sicurezza. “Il piano di sicurezza per la Festa dei Gigli prevede la costituzione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), l’obbligo per le associazioni di redigere piani specifici in base al TULPS, la presentazione di certificati di collaudo per la stabilità delle strutture “.    Nonché, rispettare in loco durante la fase di costruzione, alzata e trasferimento, tutte le procedure esecutive, previste dal piano di sicurezza.

Non basta averlo solo scritto, e non bastano, anche gli appelli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a prevenire gli incidenti sul lavoro.

Invece, corre l’obbligo segnalare per dovere di cronaca, che  durante la “ foga “ dell’alzata della struttura, non sempre alcuni operatori si sono comportati in modo consono ai dettati della sicurezza :

  • Operatori, erano sotto la struttura senza casco protettivo, durante la fase di alzata.
  • Operatori, che salivano sulle scale con cintura di sicurezza, ma solo FIGURATIVA, senza agganciarla una volta saliti al piano di lavoro e qualcuno, anche scendere alla marinara.
  • Operatori, salire senza scala, ma salire sui tralicci metallici di supporto della struttura , SENZA neanche cintura di sicurezza.

Tutto ciò, si è verificato nonostante i continui e serrati appelli a rispettare la sicurezza, da parte degli organizzatori, che si sono caratterizzati anche se in minima parte, delle vere “ fatiche di Sisifo “.

Ci si augura, che per l’anno prossimo si prevedano veri e propri supervisori , destinati a far rispettare SOLO le regole, come avviene nei cantieri. E, che operino sotto le direttive del coordinatore della sicurezza, l’Architetto Rocco Giacobbe, che non può fare tutto da solo.

Per quanto riguarda, la disciplina esterna all’area di alzata del Giglio, erano presenti: i Carabinieri della locale Caserma al Comando del Maresciallo Maggiore Mirco Nocera. E le due associazioni di Protezione Civile – Impegno e Solidarietà ODV –  ( Francesco Giacobbe ) e RGPT ( Rinaldi Giuseppe ).

Carmine Martino

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