
![]()
di Antonio Castaldo
BRUSCIANO – Il 2 agosto 1980, alle ore 10.25, una violenta esplosione devastò la sala d’aspetto della Stazione Centrale di Bologna. L’attentato terroristico, riconosciuto dalla magistratura come di matrice neofascista, provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200, segnando una delle pagine più tragiche della storia della Repubblica Italiana.
Per la straordinaria prova di solidarietà, dignità e partecipazione civile offerta dalla città in quei drammatici momenti, il 13 luglio 1981 il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, conferì a Bologna la Medaglia d’Oro al Valore Civile, riconoscendo la «democratica fermezza e il civile coraggio» dimostrati dalla comunità in occasione del criminale attentato terroristico.
In occasione del 46° anniversario della Strage, l’Emilia Romagna Teatro – ERT Teatro Nazionale ha realizzato sulla facciata del Teatro Arena del Sole l’installazione artistica “Un cielo di fiori”, composta da 85 gerbere bianche, una per ciascuna vittima. L’opera, inaugurata il 1° agosto 2026 alla presenza della vicesindaca Emily Clancy, del presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage del 2 Agosto 1980 Paolo Lambertini, del presidente di ERT Giuliano Barbolini, della direttrice generale Natalia Di Iorio e della direttrice artistica Elena Di Gioia, resterà esposta fino al pomeriggio del 2 agosto, salutando simbolicamente il passaggio del tradizionale corteo cittadino lungo via Indipendenza.
La gerbera bianca è il fiore della memoria che accompagna ogni anno la commemorazione. Durante il corteo, i familiari delle vittime la indossano come simbolo di ricordo e di speranza. Tra le 85 gerbere dedicate alle vittime figurano anche quelle che ricordano due cittadini di Brusciano, Salvatore Lauro, di 57 anni, e Velia Carli, di 50 anni, tragicamente uccisi nell’attentato. La loro scomparsa lasciò sette figli orfani: Giovanna, Maria Grazia, Rosanna, Patrizia, Aurora, Gennaro e Francesca.
La memoria della famiglia Lauro-Carli continua ad essere custodita anche attraverso importanti iniziative culturali. Nel 2017 il Cantiere Narrazione Popolare, in occasione del 37° anniversario, restituì idealmente voce e volto a tutte le 85 vittime. Salvatore Lauro fu interpretato da Massimo Brasa, mentre Velia Carli venne raccontata da Germana Mazzeo, contribuendo a tramandarne la storia alle nuove generazioni.
Nel 2021 Bologna ha inoltre inaugurato gli ottantacinque “Sampietrini della Memoria”, installazione permanente collocata lungo il percorso che collega Piazza del Nettuno a Piazza Medaglie d’Oro. L’opera, ispirata alle “Pietre d’Inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig dedicate alle vittime dell’Olocausto, rappresenta un ulteriore segno tangibile della volontà di mantenere vivo il ricordo delle persone assassinate il 2 agosto 1980.
Il presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage, Paolo Lambertini, al suo primo 2 Agosto in questa veste, ha rivolto un appello affinché il corteo commemorativo registri una partecipazione numerosa e composta, nel segno della memoria condivisa e dell’impegno civile.
Anche il Comune di Bologna, guidato dal sindaco Matteo Lepore, ha diffuso il programma istituzionale “Per Non Dimenticare”, sottolineando come la giornata del 2 agosto rappresenti un momento fondamentale per riaffermare i valori della pace, della convivenza civile, della verità e della giustizia, continuando ad essere al fianco dei familiari delle vittime e di quanti furono colpiti da uno degli eventi più dolorosi della storia repubblicana.
Da Brusciano, il sociologo e giornalista Antonio Castaldo rinnova anche quest’anno la propria adesione commemorativa, rivolgendo un fraterno abbraccio a Gennaro Lauro e all’intera famiglia Lauro e Carli.
«Ogni 2 agosto – afferma Antonio Castaldo – il pensiero ritorna inevitabilmente a Bologna. Ho avuto l’onore di partecipare personalmente a due significativi anniversari. Nel 1981, durante il primo anniversario della Strage, mentre svolgevo una supplenza presso l’Istituto Rubiani di Bologna, aderii all’iniziativa poetica del Foglio dei Quattro Giorni, promossa da Roberto Roversi, che raccolse pensieri, emozioni e speranze dei giovani convenuti in città per le manifestazioni commemorative.
La seconda partecipazione risale al 2020, in occasione del 40° anniversario della Strage, quando fui presente insieme all’allora sindaco di Brusciano, avvocato Peppe Montanile, e all’architetto Luigi Romano. In quella circostanza il Gonfalone del Comune di Brusciano prese parte, per la prima e finora unica volta, alla commemorazione ufficiale di Bologna, testimoniando la vicinanza della comunità bruscianese alle famiglie delle vittime e ai valori della democrazia.»
A quarantasei anni dalla Strage di Bologna, il ricordo continua così ad unire istituzioni, associazioni e cittadini in un comune impegno affinché la memoria delle ottantacinque vittime non venga mai meno e continui a rappresentare un presidio di democrazia, giustizia e libertà per le nuove generazioni.
